Col nome di chiacchierino si definiva in passato il lavoro eseguito con una piccolissima spola caricata con filo per ottenere un pizzo. Le donne eseguivano questo lavoro mentre chiacchieravano con le amiche. Al giorno d’oggi, le cose sono notevolmente cambiate. Dobbiamo dire che il ritmo home deskdella vita moderna e le sue esigenze impongono spesso alla donna una occupazione fuori casa. Essa viene quindi allontanata dalle pareti domestiche, mentre altre attività assorbono la sua intera giornata. Così, il lavoro a mano, che accompagnava le conversazioni femminili di una volta, potrà far sorridere come una cosa fuori del tempo in cui si vive. Tuttavia, malgrado la mancanza di tempo e di inclinazione per dedicarsi a questo lavoro manuale, qualche golf ai ferri o all’uncinetto ancora lo si fa. Si fanno i braccialetti di perline, si fanno i lavoretti in decoupage, si fa qualche vestitino su misura. Lo fanno le mamme sorvegliando i bambini; lo eseguono, magari guardando la televisione, donne di ogni età, quando, generalmente la sera, si mettono alla ricerca di un po’ di relax che possa estraniarle dallo stress delle loro tante occupazioni. Questo genere di lavoro, se non richiede molta attenzione (anzi a volte può risultare, oltre che distensivo, terapeutico) richiede tuttavia di essere riposto. Il più delle volte si usa per questi lavori un cesto o una borsa, facili a trasportarsi da un locale all’altro. Se invece avessimo la fortuna di possedere uno di quei mobiletti antichi, costruiti apposta per contenere tutto ciò che serve al lavoro di uncinetto, di maglia, di “bricolage” insomma, esso potrà riprendere la funzione a cui era destinato. Di solito si trattava di un elegante tavolino fornito degli aggeggi necessari per i lavori di cucito. Era retto da quattro esili gambe, munito in genere di due o tre cassetti poco profondi, oppure un piano alzabile che nascondeva un pozzetto o sacca in stoffa, nel quale si riponevano i diversi lavori. Qualcuno era munito nella parte posteriore di uno schermo sollevabile composto da un ppiccolo ufficio in casa biancoannello di stoffa. Quelli pervenutici al giorno d’oggi sono generalmente di raffinata esecuzione e per il loro poco ingombro possono figurare in diverse stanze: dalla camera da letto al soggiorno, dal guardaroba alla stanza dei bambini. È un mobiletto delizioso e assai utile, il quale particolarmente si addice a comporre l’angolo « per lei ».

Ma oggi, l’abbiamo detto, tutto è ormai cambiato: c’è il computer, prima di tutto, c’è internet e c’è dunque la necessità di essere connessi al mondo, magari tramite qualche struttura (i social) che consenta alla donna di rilassarsi chiacchierando con le amiche mentre cuce a mano, proprio come faceva una volta. Tutto questo ambito necessita di essere un po’ organizzato in una casa. Anche solo per non lasciare soltanto all’uomo, la prerogativa di avere i suoi “hobby”, sempre a portata di mano, magari nel salotto. Prima di stabilire quale sarà l’angolo per lei, si dovranno però considerare quali sono le attitudini e le attività abituali della persona alla quale verrà dedicato. Tante e diverse sono le maniere di trascorrere il tempo in casa che converrà citarne alcune fra le più consuete. Consideriamo come primo esempio una donna che sia dedita allo scrivere. Non disponendo di un suo studio particolare, potrà collocare la sua scrivania nell’angolo più appartato e tranquillo della sala di soggiorno. Una scrivania antica con piano ribaltabile si presta particolarmente a questo scopo, in quanto tutti i cassetti e cassettini di cui generalmente è corredata, potranno accogliere fogli e altri oggetti utili allo scrivere. Questo antico mobile-scrivania, oltre alla funzione pratica a cui si presta, si addice particolarmente a comporrhome officee l’arredo di una sala. Accanto a questa soluzione, ve ne sono moltissime altre in specie formate da mobili e arredamenti moderni, i quali prevedono e risolvono ogni problema. Così, ad esempio, una scrivania formata da un piano ribaltabile, che quando è chiuso, viene nascosto nella libreria; o altre che chiudendosi formano un semplice tavolo d’appoggio. Queste soluzioni, come è ovvio, non impegnano il soggiorno ad assumere la fisionomia di uno studio e contribuiscono ad alleggerire l’arredamento di un ambiente. Nella camera adibita a guardaroba vi potrebbe essere ad esempio un vero e proprio “tavolo da stiro”, al posto della solita asse ripiegabile, sul quale essa potrà tagliare, cucire a mano e a macchina, magari connessa al web con un tablet. Quando tutta questa roba non si adopera,  verrà riposta nell’armadio guardaroba, lasciando libero il tavolo per altre necessità. Una di queste potrebbe essere l’hobby per i lavori di «collage », la costruzione dei puzzle, quello di dipingere stoffe, foulard, o altri piccoli lavori di fantasia, tipicamente femminili o no. Per ottenere tutto questo “bendiddio” occorre, prima di ogni altra cosa, un tavolo in buona luce e degli scaffali dove poter riporre le cose d’uso pratico. Se gli hobby della padrona di casa sono soliti occupare un po’ più di spazio, sarà necessario un locale, anche piccolo, ma soprattutto appartato, affinché un momentaneo disordine o una improvvisa interruzione del lavoro, non intralci lo svolgimento ordinato di altre consuetudini domestiche.

Un altro angolo importante per tutte le donne è quello della “toeletta”. Se l’appartamento consente di adibire un locale attiguo alla camera da letto dei coniugi o comunque della padrona di casa a spogliatoio (separato mediante una porta scorrevole preferibilmente in vetro per non apparire visivamente) qui, oltre all’armadio per i vestiti, si potrebbe collocare il mobile per la toeletta. La romantica toeletta dal piano a forma di fagiolo, ricoperta di leggeri veli, non ha però perduto il suo fascino. Ben illuminata dalla luce naturale (poiché è un errore adoperare la luce elettrica nelle ore diurne; la quale falsa i colori del trucco con risultati che è bene evitare); e inoltre con una buona illuminazione artificiale per le ore che la richiedono. La toeletta è un mobile importante per la donna. Non esistendo molto spesso in casa un locale da destinare a spogliatoio, la toeletta potrà essere collocata nella camera matrimoniale, luogo assai comodo per la possibilità di aver tutto velocemente a portata di mano. Se la padrona di casa non como con toilette pe camera da lettopossiede una camera particolarmente grande, tale da avere due pareti vuote a disposizione, una per la toilette e una per il comò, la toeletta sarà collocata insieme al comò nel formare un mobile unico, funzionale ed esteticamente molto valido. La moderna produzione di “complementi notte” componibili, consente egregiamente di ottenere tali risultati. Si tratta in pratica di elementi componibili a cassetti, che possono essere sovrapposti all’infinito, ottenendo un numero imprecisato di comparazioni differenti. Nel caso del mobile toeletta il trucco è quello di comporlo utilizzando dei validi cassetti che, magari sospesi appendendoli al muro, possono lasciare libero in basso lo spazio per alloggiarvi le gambe della signora in posizione seduta. A quel punto, un piccolo puoff dove poggiarsi ed un ampi specchio, molto illuminato, saranno sufficienti per costruire, anche in stanze abbastanza piccole, un angolo personale “per lei” che non occupa molto spazio e che allo stesso tempo rimane molto funzionale sia in ottica comò, con gli ampi cassetti che possono rimanere per entrambi i coniugi, sia in ottica strettamente femminile.

A parte queste specifiche necessità muliebri, vi è poi un’attività, più ampiamente familiare che abbisogna di uno spazio apposito per poter essere svolta in tranquillità ed efficienza ed è quella relativa al bucato. Ma a tale proposito stiamo approntando uno specifico articolo che sarà pronto a breve e pubblicato su queste pagine Web.