Quando si parla di “lavorare a casa”, c’è sempre un po’ di diffidenza su quanto sia opportuno per un singolo essere umano e per la sua intera famiglia unire insieme due luoghi che molti preferiscono di gran lunga lasciare il più possibile separati: l’ambiente di lavoro e la propria privata abitazione. In studio in casa con scrivaniarealtà questa concezione,  in fin dei conti piuttosto recente e relativa alla sola parte occidentale del mondo, è presto destinata ad essere di nuovo superata dai tempi. Si perché le moderne tecnologie, con internet in primo luogo, consentiranno alle persone di effettuare sempre minori spostamenti verso i loro luoghi di lavoro, permettendo a molti di lavorare tranquillamente in casa, di fronte al proprio Pc, senza dover per forza recarsi nel proprio solito posto lavorativo. Questa è una evoluzione che il mondo dell’architettura e dell’arredo sta principiando pian piano a prendere in seria considerazione perchè sono sempre maggiori (anche da noi) le richieste di clienti desiderosi di allestire all’interno della propria abitazione un vero e proprio ufficio o studio da adibire a ambiente di lavoro. Blogger, scrittori, grafici, creativi, ricercatori, informatici, liberi professionisti, commercianti via Web, e perfino dirigenti di grandi aziende, si possono ormai permettere di farsi allestire degli appositi spazi in cui lavorare presso la propria abitazione.  In verità questa richiesta può sembrare ad alcuni perfino abbastanza superflua: anche dalle pagine dei nostri consigli abbiamo infatti dimostrato più volte come, con poca spesa e con uno sforzo progettuale molto contenuto, sia possibile trovare tranquillamente posto ad un piccolo spazio di lavoro, sia nel soggiorno che in camera da letto. La questione è in realtà più complessa e va addirittura a toccare la sfera più intima di ognuno di noi. Il fatto è che tutti, quando siamo in casa, tendiamo a svolgere la propria vita familiare seguendo dei canoni e delle abitudini che sono ben lontane da quelle di un luogo di lavoro, dove si è bene o male “obbligati” a svolgere il proprio compito quotidiano a causa di migliaia di motivi diversi.

La casa è differente dall’ufficio:  è il luogo dell’intimità familiare, della “privatezza” per antonomasia. E’ il posto dove ci si spoglia di ogni stereotipouffico in casa color rovere grigio e dove si è finalmente davvero noi stessi, consentendoci comportamenti che altrove mai avremo. Ma tutto questo implica dei problemi quando si parla di lavoro. Sì perché la casa, vissuta giustamente in questi usuali termini, diventa anche ricca di distrazioni, di diversivi, di ambiti concettuali lontani anni luce da quelli propri di un impiego lavorativo. La casa è insomma un luogo dove può essere davvero molto difficile lavorare se non ci si danno delle precise regole. Ed è per questo che nasce di nuovo l’esigenza di uno spazio privato, escluso dal resto dell’abitazione, dove chi deve lavorare possa trovare una propria tranquillità emotiva e mentale che gli consenta, non solo di poter lavorare, ma anche di poterlo fare con efficacia. I trucchi per poter ottenere questo sono molteplici, e anche relativamente all’arredamento ve ne sono molti. Innanzitutto chiariamo che per uno studio che si rispetti non occorre in realtà molto spazio. Oggigiorno, a meno che non sia abbia bisogno di una grandissima biblioteca di tomi da consultare con grande frequenza, e non ci sia bisogno di ricevere delle persone, sono sufficienti per fare un buon ufficio in casa le dimensioni di una piccola cameretta da ragazzi. Dai 10 ai 12 mq insomma. Perché in fin dei conti, gli elementi d’arredo che occorrono in questa stanza sono abbastanza pochi: la scrivania, lo spazio  dove alloggiare la stampante e gli altri ammennicoli di cui si può aver bisogno e per ultimo una ottima libreria, il punto focale dell’ambiente, dove riporre non solo libri ma tutta quella serie di oggetti che possono risultare utili per il proprio lavoro. La biblioteca dunque diventa di nuovo nello studio casalingo “moderno” il mobile-chiave, l’elemento che dà solo contribuisce a definire qupiccolo ufficio in casa biancoesto importante spazio. Dalla tradizionale libreria in legno, alta quanto la parete che riveste, alla moderna in metallo laccato o cromato; Dal mobile d’antiquariato trasformato completamente al nuovo uso, al semplice scaffale applicato alla parete con mensole in vetro sorretta da tasselli nascosti o supporti metallici; Ogni libreria riesce a ottenere in uno studio casalingo una propria dignità stilistica e pratica, la cui misura sta nell’effetto complessivo che consegue il suo inserimento nell’ambiente utilizzato a tale scopo. Nelle vecchie case signorili di una volta, le librerie tappezzavano addirittura tutta la stanza, adibita a studio, formando una «boiserie» un po’ severa ma non priva di un certo fascino; Fascino che era dato soprattutto dai bellissimi ”libri rilegati’ in marocchino; dalle rare edizioni raccolte con tanto amore e infine dalla sensazione che quei libri erano stati pazientemente letti, uno per uno, e ne serbavano la traccia nelle loro pagine un po’ sgualcite o nella margherita ormai secca, messa come segnalibro. Nelle case moderne, ove lo spazio è limitato, una libreria da sola mantiene quelle stesse sue ancestrali caratteristiche arredative ed è più che sufficiente ad arredare le pareti di uno spazio studio, anche se non è colma di splendidi libri antichi. La sua facile realizzazione, oltretutto, trova adesso riscontro nella odierna produzione a elementi componibili che consente, con poche accorte mosse, di progettare mobili per qualsiasi esigenza.

Ma come deve essere una libreria da studio al giorno d’oggi? Beh non molto diversa da quelle che si possono trovare nei nostri moderni soggiorni, anche se in realtà si può anche optare per un mobile libreria completamente “a giorno” come negli studi di un tempo. Unstudio in casa con scrivania grandea libreria da studio oggi dovrà avere ovviamente spazi aperti, per i libri, ma potrebbe avere anche spazi chiusi, ante a ribalta, scorrevoli spazi contenitore, alloggiamento per gli apparecchi tecnologici e magari anche qualche vetrina che possa contenere la propria personale collezione o la raccolta dei libri più belli. Perché va bene evitare ogni distrazione, ma è anche importante rendere l’ambiente, personale e familiare, altrimenti si poteva tranquillamente scegliere di lavorare in un ufficio, come abbiamo tutti fatti per decenni!

Un altro mobile-chiave, proprio in questo senso, nell’arredamento di uno studio è la scrivania o comunque il tavolo che ne deve svolgere il compito. E qui ci si può sbizzarrire nelle forme e nei colori perché, se soprattutto la libreria che abbiamo deciso di abbinarvi è dotata anche di alcuni cassetti, diventa davvero facile poter scegliere una scrivania o un piano di lavoro di dimensioni adeguate che possa aiutarci a svolgere in nostro lavoro giornaliero. La scrivania può diventare dunque il “tocco personale” nella nostra stanza studio che non ci potremmo mai permettere in un vero e proprio ufficio. Può essere il nostro sfizio, il nostro svago, oppure semplicemente appagare il nostro innato desiderio di ostentare una certa cultura sul design o semplicemente il nostro buon gusto. Una sola accortezza è necessaria: per definirne la misura più adatta di scrivania è prima indispensabile decidere il suo posizionamento, che sarà al centro della stanza se vorremo avere di fronte la porta o la finestra oppure nel caso si debba avere la possibilità di ricevere delle persone, mentre potrà anche essere posizionata tranquillamente contro al muro nstudio con mensoleel caso si tratti di un utilizzo prettamente personale. A quel punto sono le misure ad essere decisive. Una buona scrivania infatti, diventa tale quando possiede tutti i caratteri dimensionali che necessitano. Si parte ovviamente dal considerare la misura della stanza, si decide, la superficie necessaria come piano d’appoggio relativamente al proprio lavoro e alle proprie personali esigenze e alla fine si determina lo spazio prospiciente indispensabile a poterci girare intorno comodamente. A quel punto sarà facile deciderne le misure: una buona scrivania da studio non è ne troppo grande ne troppo piccola. E’ il giusto compromesso fra molte esigenze differenti che devono essere ricondotte verso un denominatore comune.

Una volta scelta una scrivania all’altezza della situazione non sarà necessaria altro che qualche presa di corrente elettrica prospiciente il luogo di lavoro e  una ottima illuminazione. Una sedia e qualche poltrona vicino ad essa completeranno infatti l’angolo per scrivere. Ve ne sono di migliaia di tipi e quindi anche su quelle ci si può sbizzarrire. Per chi lavora per molte ore al computer sono indispensabili le sedie ergonomiche imbottite da ufficio, magari su ruote, che grazie alla loro forma specificatamente studiata a questo scopo, consentono di lavorare senza affaticare troppo la schiena.

Sotto questo punto di vista, se le dimensioni della stanza lo permettono, un divano, una chaise longue o delle semplici e piccole poltrone intorno ad un tavolino, potrebbero formare nella stanza un angolo per la conversazione, la lettura o semplicemente il relax, necessario a chi lavora molto tempo.

Una libreria con la base interamente chiusa da ante, magari più profonda del resto del mobile, sarà invece comoda per riporvi fogli, carte o scatole, e tutto quello cioè che non starebbe bene allineato sugli scaffali in vista. Qualche oggetto decorativo collocato qua e là suiufficio con scrivania ripiani, interromperà l’austerità di una biblioteca compatta di volumi e la renderà più intima. Non mancherà sul tavolo e sulla scrivania una lampada collocata in modo che la luce da essa emanata, non proietti ombra sul foglio nello scrivere, o sullo schermo del computer. Un altra lampada, magari questa volta a stelo, illuminerà la poltrona dove si è soliti sprofondarsi nella lettura.  Che è pur sempre lavoro.

Questa dell’illuminazione è una questione che chi progetta un ufficio in casa non deve assolutamente sottovalutare. Innanzitutto è bene avere chiaro

in questa ottica, quali saranno le ore in cui sarà maggiormente utilizzato lo studio e cioè capire preventivamente se lo si userà più durante il giorno, o comunque nelle ore di luce diurna, oppure durante le ore serali o notturne. Questo fattore è molto importante e deve servire a determinare con esattezza le scelte il materia di luce nella stanza studio. Se si è usi a lavorare di giorno è assolutamente necessario infatti che l’ambiente sia dotato di ampie aperture vetrate e che sia posizionato in una zona della casa sufficientemente illuminata durante il giorno. Se misure-per-scrivania-e-mobiliinvece si è certi di dover lavorare soprattutto di sera (o di notte) dovremo prevedere una illuminazione artificiale più che sufficiente, in modo che gli occhi di chi vi soggiorna non abbiano a soffrire. In merito a questo è opportuno ricordare che, per chi lavora al computer è obbligatorio il rispetto di alcune regole basilari che fanno sì che le troppe ore di lavoro svolte di fronte ad un monitor non abbiano a danneggiare irrimediabilmente la retina. A parte questo sono disponibili in commercio monitor appositi per chi lavora molte ore al computer e illuminazioni dedicate che consentono agli occhi di sforzarsi il meno possibile durante le tante ore di lavoro.

In linea di massima l’illuminazione ideale di una stanza studio è quella che consente un luce più che sufficiente su tutti gli spazi di lavoro e che permette altresì di rischiarare sufficientemente ogni angolo della stanza durante se ore serali, proprio come avviene di solito in un ufficio ben progettato.

Per ultimo parliamo del comfort. Occorre tener presente infatti che i risultati lavorativi dipendo spesso in grande misura dalla qualità del luogo di lavoro e da quanto quest’ultimo sia confortevole. In caso si possieda una stanza destinata a studio che non abbia caratteristiche di comfort adeguato, è indispensabile fornirla di impianti di condizionamento e riscaldamento tali da renderla un luogo confortevole e piacevole.

Perchè ricordiamoci sempre che se si è scelto di lavorare in casa, lo si è presumibilmente fatto per migliorare il proprio standard di vita, e renderlo invece peggiore per cose di tipo sarebbe davvero un controsenso.