Scegliere un’ambientazione adeguata, specie in alcune case della nostre belle città storiche o delle nostre lussureggianti provincie, può essere a volte davvero un bel problema.

cucina-bianca-classica-in-ambiente-modernoLa nostra è del resto un’architettura che fonda le proprie radici talmente lontano nel passato, che a volte decidere di fare delle scelte d’arredo senza tener conto di tutta la bellezza che ci circonda diventa veramente complicato, anche perché la possibilità di sbagliare è sempre dietro all’angolo.

Abbiamo un appartamento nel centro storico di una grande città? Una casa tradizionale in un bel paesino della provincia? Oppure una colonica ristrutturata nel bel mezzo della nostra splendida campagna toscana? Allora sarà giusto chiedersi, prima di acquistare qualsiasi oggetto d’arredo, che tipo di impronta si intende dare al nostro ambiente domestico.

Antica? Moderna? Mista?

Qualunque sia il nostro gusto, prima di prendere qualsiasi decisione, ricordiamoci innanzitutto che l’appartamento deve essere funzionale. Non accumuliamo mobili e oggetti come in un negozio di antiquario, ma scongiuriamo anche il pericolo di creare al contrario un ambiente freddo ed asettico. Evitiamo di giocare al museo in miniatura o al castello formato ridotto, però non facciamo scelte di “design avanzato” dove si rischia di creare orrendi ambienti “fuori luogo”. 

Il “tutto antico” mal sopporta la mediocrità e i mobili antichi autentici sono carissimi.  Ma esiste il cosiddetto arredo “classico”; il “finto antico”, come qualcuno lo definisce in maniera del tutto dispregiativa, il quale è sì in fin dei conti un imitazione, una “bugia” come si potrebbe addirittura chiamarla, però pur sempre una bugia detta assolutamente  a fin di bene. L’arredamento classico non è in effetti altro che una produzione di matrice prettamente artigianale, la quale, riprendendo gli stilemi dei tempi passati, credenza nuova arte povera moderna in noceli riproporziona e riprogetta, attualizzandoli alle funzioni moderne. I mobili classici vengono preferiti in alcuni casi perché possiedono  dei caratteri di “calore” e “intimità” casalinga che il “moderno” difficilmente riesce a restituire in egual misura. Siccome a certi di questi caratteri tanta gente non sa giustamente rinunciare, ecco il perché di tale vasta produzione.

E qui, è necessaria una precisazione, su cui spesso in pochi si soffermano: a guardare bene la nozione “arredamento classico” può voler dire tante cose, forse troppe. Si definiscono in pratica con “arredamento classico” tutte quelle suppellettili che sono state recentemente prodotte riprendendo gli stili del passato. Vi sono stati però in passato una infinità differenti di stili che sono andati susseguendosi nel tempo e nello spazio, e perciò una concezione così generale e approssimativa risulta alquanto semplicistica, se non proprio errata. Qualche esempio? Nei primi anni ’30 vennero di moda in Italia i cosiddetti “mobili neo-rinascimentali” che altro non erano che la riproposizione di quel preciso tipo di stile, adattato però alle dimensioni necessarie per arredare le case di un ben più recente passato. Negli anni ’60 era andato invece molto in voga lo “stile spagnolo”, una ridondante e pesante rivisitazione dei mobili catalani e andalusi del ‘600. Più recentemente è stata l’arte povera a farla da padrone nel periodo che è andato dal 1980 al 2000. Adesso invece è molto popolare lo stile provenzale, con i suoi legni laccati e consumati che si intonano benissimo con gli ambienti moderni. Insomma con “arredo classico” potrebbero essere generalisticamente chiamati troppi mobili che il più delle volte non potrebbero mai più trovare il loro posto nelle case di moderna concezione, ma facendo attenzione ai possibili abbinamenti ci si accorgerà che vi sono tuttora tantissimi oggetti artigianali d’arredo di gusto classico che sono, obiettivamente, molto piacevoli a vedersi e utili ad essere utilizzati anche e soprattutto al giorno d’oggi.

Non c’è dubbio comunque che, a parte queste distinzioni, un insieme “tutto antico” in un appartamento moderno sarebbe molto anacronistico e probabilmente troppo impegnativo. I mobili vecchi preferirebbero le costruzioni antiche di ampie proporzioni, dalle finestre più alte che larghe, con accessori intonati (tende, pavimenti, tappezzerie, oggetti). Inoltre, i bei mobili antichi sono spesso enormi, sproporzionati e temono l’aria secca dei nostri appartamenti surriscaldati (si spaccano i masselli, gli intarsi si scollano) e per evitare di sciuparli occorre dunque trattarli veramente bene. Ma allora come fare ? Come sistemare le cose veramente in modo che “stili” anche molto diversi fra loro possano convivere e completarsi a vicenda? Beh, innanzitutto occorre vedere le cose nell’insieme evitando di non considerare elementi che, pur non facendo parte dell’arredo, sono essi stessi complementi essenziali dell’soggorno-shabby-&-chicambientazione. Come i pavimenti ad esempio: un parquet antichissimo in rovere o in noce spazzolato non si abbinerebbe perfettamente con dei mobili ultramoderni? E un rivestimento d’epoca, magari in graniglia o in cotto, non potrebbe essere ambientato con oggetti dal design attualissimo? Oppure le travi in legno antico, le modanature in gesso, le soglie in pietra, i caminetti in marmo? Quanti esempi potremmo fare… ma l’importante alla fine è solo capire che questa è la vera chiave del discorso: Non ci sono regole, occorre immaginare, coordinare, progettare, senza tentare di seguire rigidi canoni standard, bensì osando su territori magari nuovi e inesplorati. Per i tessuti, ad esempio, una qualità che si accordi con lo stile circostante (che può essere modernissimo, ricercato o rustico), deve essere sempre studiata con attenzione prima di effettuare una scelta. Un buon abbinamento fra classico e moderno è quello che da’ il giusto peso ad ogni componente senza che nessuna di essa sovrasti l’altra. Sotto questo punto di vista non sono affatto da escludere a priori addirittura le false modanature, le false travi, gli oggetti in ferro battuto da quattro soldi, anzi…  A volte è molto meglio un bel complemento di “brocantage” dalle giuste fattezze e proporzioni, magari acquistato in qualche mercatino, di alcuni odiosi e costosissimi oggetti di design che popolano le riviste d’arredo. Evitiamo piuttosto di esagerare o di sbagliare negli inserimenti. Teniamo ben conto delle proporzioni dei mobili antichi, i quali sono spesso difficilmente rapportabili agli appartamenti moderni e ragioniamo tenendo presente sempre i fattori: struttura esistente, piani di calpestio, proporzioni e soprattutto uso quotidiano. La profondità eccessiva di certi oggetti d’antiquariato può, ad esempio, essere dissimulata incastrandoli in un arco o in una rientranza, creata all’uopo con delle strutture in cartongesso per dargli ancora maggior valore. Un complemento d’arredo antico ed elegante può trovare posto all’interno di una minimalista libreria, risultandone esaltata nelle sue funzioni. E’ questo il criterio da seguire. Inserire evidenziando, abbinare valorizzando, ecco ciò che occorre …

Al “tutto moderno” del resto viene spesso rimproverata una certa freddezza, ed è per questo che qualcuno opta per talune prese di posizione in favore del “classico”.  Certo che, se l’appartamento che stiamo arredando alla fine assomigliasse a un negozio di mobili contemporanei, è probabile che si sia sbaglsoggiorno-moderno-in-ambiente-classicoiato qualcosa. Gli ambienti, come gli arredi, diventano “nostri” se li sappiamo addomesticare, far vivere con noi, abbinandoli a materiali morbidi e confortevoli, dai colori caldi, a oggetti “della memoria”, a cuscini fatti a mano, vasi antichi, a un’illuminazione intima. Se è con questo parametro che ci insediamo in un appartamento vecchio, magari con reperti storici di valore, ci si accorgerà che non occorre affatto rompere tutto e (magari con una spesa non indifferente) costruire falsi soffitti o altri cassonetti a nascondere, che non riusciranno mai a cambiare le proporzioni del locale. Giochiamo invece con le modanature, magari dipingendole di una tonalità contrastante, mentre il fondo può essere evidenziato con un sovra-colore. Si può, in realtà, anche annegare tutto in un bianco uniforme e il risultato sarà comunque eclatante se sapremo bilanciare gli elementi. Le finestre antiche potranno essere velate e ricoperte di tende dritte e semplici che serviranno per legare l’insieme. Un bel pavimento in legno, una stufa in ghisa, un vecchio muro in pietra, qualche bel tappeto antico, una credenza “provenzale”, riscalderanno naturalmente il tutto, anche se abbinati con arredi molto moderni. La mescolanza antico-moderno consente alla fine ogni abbinamento; è prettamente un problema di discrezione. Oggigiorno il concetto di buono e cattivo gusto si eclissano di fronte all’immaginazione e l’audacia. Basta essere semplici, amare veramente ciò che si è scelto, ricercandoci una certa unità, un’armonia di forme e di colori. Ciò consentirà una grande elasticità del progetto e del bilancio preventivo, perché i bei mobili antichi possono essere abbinati sì ai più sontuosi divani in cuoio, sì ai grossi pouff fatti in casa, ma anche a semplici poltrone in tela grezza o a leggeri ed economici tavoli in vetro montati su cavalletti, tanto di moda adesso. Basta che l’insieme sia abbinato con gusto. 

Se è dunque sciocco seguire le mode dettate da un “design” fine a se stesso, è invece interessante seguire e sperimentare un’importante tendenza odierna: la mobilità. Qualunque sia l’ambientazione scelta, non si deve dimenticare che la personalità della casa sboccerà poco alla volta accogliendo gli oggetti della vita quotidiana: i libri, i ricordi di viaggio, gli oggetti d’arte popolare, i quadri, le lampacamera-classica-e-modernade. Tenendo costantemente conto di questa certezza, ci si potrà trovare un domani ad aver arredato un’intera casa, bene, senza quasi accorgersene….

E per i mobili classici ? Stessa identica cosa: è tutta una questione di “gusto” e di chiarezza nei propri obbiettivi  … presso i nostri negozi trovate ad esempio specifiche linee da noi disegnate e definite “Shabby & Chic” che nascono proprio per risolvere le esigenze di chi vuole arredare con oggetti “della memoria”, che abbiano un costo assolutamente accessibile e che abbiano però indiscutibilmente gusto ed eleganza. Non sono semplici copie: possiedono una loro personalità, una sicura dignità stilistica. Con questi mobili, gli abbinamenti diventano facili ovunque e consentono di operare all’interno di un progetto d’arredo in grande tranquillità, ottenendo ambienti caldi e confortevoli anche dove potrebbe risultare particolarmente difficile.

Liberiamo la mente dai falsi preconcetti. Ogni ambiente deve essere composto seguendo quattro fattori imprescindibili: La sua struttura, l’ambiente che la circonda, chi vi abita e le funzioni che la casa deve svolgere. Tendendo ben conto di questi elementi, ogni scelta sarà chiara e naturale.