IMG_2405L’ultima Eurocucina ha  mostrato e rinverdito numerose tendenze che apparivano sopite nel mondo dell’arredo, specie da cucina. E’ il caso del ritorno delle “pietre naturali”, come marmo, granito e porfido, che utilizzate come piani d’appoggio, hanno costituito spesso l’essenza “estetica” per alcune delle composizioni più belle viste nella ultima manifestazione internazionale tenuta a Milano ad Aprile 2016.

Questi cicli, questi ritorni, a qualcuno potrebbero apparire quasi come eventi inevitabili in un comparto (quello del mobile) che tende di frequente ad auto-rigenerarsi per sua stessa natura.

Invece ormai si sa, e lo si è capito da tempo che …anche nell’arredo, come in molti altri ambiti della vita, quasi mai le cose avvengono per caso…….

In effetti, ogni volta che mostriamo a dei clienti le varie possibilità di scelta e di personalizzazione che offrono le nostre cucine, ci troviamo di fronte a persone che, pur avendo una gran voglia di sapere e di conoscere, sono spesso completamente all’oscuro di ciò che farebbe maggiormente al caso loro qualora decidessero di acquistare. E siccome, dovendo fare una statistica, riteniamo che le domande più numerose che ci pongono in caso di interesse verso il prodotto “cucina componibile” siano senz’altro quelle che riguardano il piano di lavoro delle cucine, il cosiddetto Top, proveremo dunque a fare un po’ di chiarezza onde dissipare preventivamente qualche dubbio fra i più comuni, su alcuni dei materiali da cucina fra i più usati in passato ed adesso tornati prepotentemente di moda.

Innanzitutto si può dire in generale che il piano di lavoro di una cucina, per essere in grado di adempiere al meglio alle proprie funzioni, deve resistere all’usura e al calore, essere igienico, lavabilissimo, possibilmente privo di fessure o altri «appigli» in cui possa annidarsi lo sporco, e deve soprattutto sapersi adattare allo stile della cucina, tradizionale o tecnologica che sia, attraverso quelle che sono le sue caratteristiche estetiche e le sue peculiarità più evidenti.

Questo è il motivo per cuifoto9-IC1 i marmi e i graniti stanno tornando così tanto di moda.

Accomunati dall’origine naturale, questi materiali hanno però in realtà prerogative molto diverse. Vediamo quindi di riassumere le caratteristiche comuni e quelle specifiche.

In generale

  • Sono molto resistenti, ma per sopportare la pressione quando non appoggiano su un piano di supporto continuo come i mobili da cucina, devono avere uno spessore di almeno 3 cm e devono essere rinforzati a regola d’arte dove sono forati per l’applicazione degli elettrodomestici ad incasso, onde evitare facili rotture e fessurazioni..
  • Presentano sempre piccole differenze tra una lastra e l’altra, non è possibile quindi contestare un top che non ha l’identico colore o la medesima venatura di quello scelto sul catalogo o visto nello show-room. Ogni lastra ha delle sue peculiari caratteristiche date proprio dalla naturalezza del materiale stesso e a volte anche due pezzi del medesimo piano non sono perfettamente uguali di colore.
  • Vanno tagliati con precisione perché non consentono grossi adattamenti in opera ed essendone molto visibili i bordi ed i raccordi non ben rifiniti sono spesso necessarie da effettuare delle dime, a cucina montata, prima della loro fabbricazione.
  • Le giunzione tra top, piani di cottura e lavelli vanno sigillate accuratamente con silicone per evitare che le eventuali infiltrazioni danneggino i piani stessi ed i mobili che li sostengono.

I marmi

Eleganti e pregiati, hanno superfici lucidissime o opache a seconda della finitura e sono caratterizzati da delle venature molto varie e decorative.

  • Sono poco resistenti all’urto e all’abrasione e temono i detersivi aggressivi, gli acidi e i prodotti anticalcare.
  • Si possono macchiare, per esempio con l’olio e il limone, ma non bisogna preoccuparsene troppo perché assumono spesso un’aria vissuta che diventa ancpiani_da_cucina_in_marmo_lanza_marmihe molto piacevole, specie quando sono poggiati su cucine di gusto  un po’ più classico. Oggigiorno si possono comunque proteggere con impermeabilizzanti liquidi (per esempio Bellinzoni, Geal e Delta Chimica), da però riapplicare periodicamente onde rinnovarne l’efficacia.
  • I marmi bianchi, il Carrara (candido o con lievi venature grigie), il Crystal e molti altri, hanno buone caratteristiche di levigatura e lucidatura, sono eleganti e danno un senso di freschezza e pulizia. In particolare il Carrara è consigliabile per la bassa porosità e per il buon rapporto qualità/prezzo dovuta alla discreta disponibilità e alla scarsa incidenza del trasporto.
  • Di un caldo tono di beige è il Botticino mentre nella gamma dei rossi citiamo il Rosa Portogallo e il Rosso Verona. Azzurro è l’argentino Azul Cielo, scurissimo il verde Alpi ed ampia infine la gamma dei neri, uniformi (Nero Marquinia, Nero del Belgio) o marezzati come il Nero Portoro, che è uno dei marmi più preziosi e costosi in commercio.

I graniti

06A loro spetta la palma (tra i naturali) della resistenza e della scarsa porosità. Sono quindi considerati i più adatti ai top, anche se a volte non rispondono adeguatamente ai criteri estetici oggi in voga.

  • Poco assorbenti, sono lavabilissimi, inattaccabili dagli acidi deboli e non temono le macchie oleose che si rimuovono con un impacco di gesso (o talco) e trielina o Ipoclorito di sodio.
  • Essendo compatti, sono però pesanti, con conseguenti problemi di trasporto e di installazione.
  • Sono molto duri. Ciò se da un lato li rende materiali molto adatti al loro scopo in cucina, rende lunghe e costose le relative operazioni di levigatura e lucidatura. Più compatti, e costosi, ne sono i tipi provenienti dall’Africa e dal Sudamerica, meno i nazionali.
  • I graniti si riconoscono per l’aspetto puntinato che, nella gamma dei grigi, varia dalla grana fine della Diorite del Piemonte o del Nero Africa a quella media del Montorfano, a quella grossa del Serizzo. Puntini bianchi e neri molto evidenti sono presenti nel Bianco sardo, o mescolati a un terzo colore, ad esempio con il rosa nel Rosa Baveno, e col marrone nella Sienite. Inclusioni nere prevalgono sul color champagne nel Juparanà brasiliano, mentre quello africano è più scuro, nella gamma dei rossi o bruni.

I Travertini (Trani, Romano o Senese)

Raffinati ed uniformi, hanno colori pastello molto caldi e rilassanti che vanno dal beige al marrone intenso, abbinandosi con facilità a moltissimi tipi bagno2di arredo.

  • Sono molto fragili e poco resistenti agli urti ed alle pressioni.
  • Sono estremamente eleganti sia in versione opaca che lucida.
  • Essendo spesso ricchissimi di cavità naturali devono essere per forza stuccati in tinta con il materiale stesso, attraverso l’applicazione di apposite resine plastiche. Tale lavorazione quando è troppo evidente, inficia la bellezza del materiale rendendolo poco attraente.
  • Si possono macchiare, come i marmi, con olio, limone ed altre sostanze, ma essendo molto porosi e generalmente più scuri e variegati, permettono una pulizia semplice e rapida. Possono comunque essere trattati con liquidi antimacchia.

I Porfidi

Rustici e scabrosi, si rendono particolarmente interessanti per il contrasto che provocano in cucine dal design particolarmente moderno e minimalista.

  • top_cucina_02aSono molto duri e molto resistenti agli urti ed alle pressioni. Di solito non si levigano lasciandone inalterate le superfici ruvide al tatto.
  • Si abbinano particolarmente bene ai colori del legno specie nelle loro tonalità rosse e grigio/marrone
  • Essendo materiali complessi da estrarre in lastra, sono abbastanza costosi e rari. In caso di rotture sono praticamente impossibili da riparare o sostituire.
  • Si possono macchiare, ma sono generalmente da considerarsi dei materiali abbastanza comodi da usare proprio per la loro scabrosità e screziatura.
  • Non sono assolutamente da considerarsi materiali igienici o asettici a causa delle loro superfici ruvide e scabrose dove è facile che si annidi lo sporco.

Le pietre (Pietra Serena, Beola, Ardesia, Peperino)

Sono le meno adatte perché altamente porose, anche se si trattano con cere impermeabilizzanti. Bisogna perciò prevedere che col tempo potrebbero comunque essere visibili tracce di unto e altre macchie e non occorre quindi non farsene un problema.

Tra le più usate, la beola, l’ardesia e la pietra serena, che si possono tagliare “a filo”, levigare e lucidare oppure tagliare a spacco.

  • Si usano quasi sempre in qualche cucina su misura per uniformare il top a pavimenti, soglie, ecc,
  • Hanno superfici scabre, difficili da pulire, quindi non igieniche, ma con un bell’aspetto rustico.
  • L’ardesia levigata o tagliata a spacco con il frequente uso di cere tende al nero. Ma ha anche la particolarità di non poter essere usata da sola bensì solo come rivestimento (8 mm di spessore) su un supporto in truciolare o legno.

Per ultima ..una  vera novità:Top-Cucina-Pietra-Lavica-Lux-Particolare

È la pietra lavica smaltata di produzione francese e Italiana. Un materiale praticamente indistruttibile e facilmente plasmabile sotto forma di superfici perfettamente planari con cui comporre piani di lavoro e lavelli in un unico pezzo.

La smaltatura in forni a 10200-10500° C impermeabilizza il supporto e dona alla superficie brillantezza, colori trasparenti ed effetti cracquelé. Sono ovviamente adatti solo a cucine di gusto classico o rustico.