Il piano in quarzo oPiano quarzo in altissimo spessoe agglomerato di Quarzo o Quarzo-resina  è attualmente il più gettonato e desiderato fra i piani di lavoro per cucina. Esso è infatti prodotto da moltissime aziende e pur essendo formato più o meno dalla stessa miscela fra resine e materiali inerti, assume un nome differente a seconda dell’azienda che lo produce. Silestone, Stone Italiana, Tecnhistone, Quarella e MarmoArredo, sono solo alcuni dei produttori  più rinomati di questo splendido materiale da lavoro che ha avuto, non a caso, specie nell’ultimo periodo, un grandissimo successo presso il grande pubblico.

Il materiale in questione viene commercializzato in lastre con spessori solitamente da 2 e da 3 cm, ma con questi due spessori è possibile attraverso lavorazioni “scatolari” ottenere piani di qualsiasi spessore.

Le lastre che si trovano in commercio hanno misure piuttosto standard, che si aggirano sempre intorno ai 130 cm di larghezza per 310 di lunghezza. Tali misure, non sono casuali, ma sono bensì quelle che consentono ai cosiddetti “trasformatori” (i marmisti specializzati in questi tipitipologie-e-colori-di-quarzo di materiali) di utilizzare il massimo della lastra nel produrre dei piani da cucina, i quali hanno, notoriamente, hanno una profondità di circa 60 cm.

Le varietà esistenti in questa tipologia di piano sono davvero centinaia: dai colori più tenui, a quelli più viviaci, dalle varianti venate a quelle unite, dalle graniglie ai puntinati, fino ad arrivare alle tipologie dotate di speciali inserti in cristallo (I famosi StarLight) o addirittura in conchiglie di mare. Questa grandissima varietà di prodotto è per lo più dovuta alla procedura industriale con cui queste lastre vengono costruite, la quale permette una grande versatilità di produzione. Queste metodiche industriali, non sono però certo da considerarsi una novità, in quanto sono più o meno le stesse che venivano utilizzate per produrre, anche qui in Italia, le famose piastrelle in graniglia già in uso agli inizi del secolo scorso.

 

I procedimenti che consentono la produzione di tali tops si possono infatti riassumere semplicemente nella mescolanza di una certa quantità di “inerti” (la parte naturale del composto), che può variare dal 85 al 95% del totale, con una piccola percentuale di agglomerante cementizio, a base però di resine sintetiche create in laboratorio per questo uso specifico. La densa miscela così ottenuta viene poi letteralmente spalmata su delle superfici metalliche piane e inserita in speciali presse che ne determinano con esattezza millimetrica uno spessore molto uniforme. A volte per donare alle lastre effetti speciali, queste superfici di formatura vengono ricoperte con altri materiali, come ad esempio del cartone, che permette di dare alla lastra una superficie che simula quella irregolare della pietra spaccata.

Gli inerti che sono utilizzati allo scopo di costituire la maggior parte dello composto, possono essere tantissimi e variano da delle graniglPiano in quarzo venatoie ricavate dalla lavorazione del marmo e del granito, da delle piccolissime particelle (polvere) di quarzo (da cui il nome), oppure da delle scagliette di vetro, di calcare o di onice. La scelta del colore, può invece variare a seconda degli speciali coloranti usati per donare speciali tonalità alle “paste” con cui sono formate le lastre.  

Una volta che la formatura delle lastre viene terminata sotto pressa, ed è concluso anche il processo di stagionatura che consente di “stabilizzare” il materiale, esse vengo inviate al reparto “rifinitura “ della fabbrica, dove sono sottoposte a speciali trattamenti lucidanti e impermeabilizzanti i quali, attraverso l’uso di liquidi appositi e particolari lavorazioni, riescono a donare alle lastre uno spettacolare effetto di lucentezza, uniformità e pulizia della superficie. Quasi tutte le lastre in commercio, almeno quelle delle migliori aziende, utilizzano trattamenti lucidanti che rendono anche i piani di lavoro da cucina perfettamente asettici ed antibatterici e per questo molto sicuri. Perché è infatti la facilità nella pulizia e nell’igiene il vantaggio più importante di questi piani, che possedendo una bassissima porosità consentono una pulizia molto agevoNebula-Code-Pulsarle ed immediata. Ma attenzione però  non è affatto vero che questi tipi di piani sono indistruttibili ed assolutamente impermeabili ed inattaccabili alle macchie. Anche chi possiede questi tipi di top così belli e resistenti infatti deve porre un po’ di attenzione nel loro utilizzo.

Uno degli errori più frequenti fra i clienti è, ad esempio, quello di utilizzare questi piani per poggiarvi pentole caldissime o la caffettiera appena tolta dal fuoco. Il piano in agglomerato, non essendo formato interamente da materiale naturale, come il granito o il marmo, è tenuto insieme, come sopra detto, da della resina che essendo a base plastica/sintetica, è abbastanza sensibile al calore e  si presta a volte a cambiare leggermente colore quando è sottoposta a temperature molto alte in zone concentrate.

Un altro dei problemi a cui si può incorrere usando questi piani è quello relativo alle macchie. Infatti le loro superfici pur essendo opportunamente trattate possono essere comunque penetrate da alcune sostanze come l’inchiostro, gli acidi o le sostanze oleose, se queste vi vengono depositate per lungo tempo. E’ estremamente importante dunque che vi sia una certa attenzione nell’uso, specie quando si utilizzano prodotti che contengono tali sostanze dannose.

Vi è poi una questione legata all’utilizzo normale ed alla manutenzione di questi piani, in quanto il materiale, una volta trattato e lucidato, diviene difficilmente penetrabile e ciò comporta una certa difficoltà nel poter effettuare una qualsivoglia tipologia di “ritrattamento” o pulizia a fondo di zone particolarmente sporche o macchipiano in quarzo sopra cartoneate. Nei casi in cui si debba intervenire in tal senso è opportuno conoscere il sito del produttore di riferimento, e da quello ricavare le informazioni necessarie alle varie tipologie di pulizia e di trattamento. Comunque in linea generale si può dire che per intervenire su di un piano in quarzo macchiato, di solito si procede con una pulizia superficiale da effettuarsi con prodotti anticalcare leggeri (Smack o ViaKal) e spugnette Tipo Scotch Brite. Dopo aver poi sciacquato e fatto asciugare le superfici in maniera perfetta si può procedere ad una sorta di ritrattamento con dei prodotti appositi come quelli ad esempio della ditta Fila.

Se si nota, infatti, che la pulizia del top risulta essere troppo faticosa o che le macchie sono difficili da rimuovere, dopo la pulizia conviene ripristinare la naturale protezione antimacchia del materiale applicando il protettivo  FILAMP 90 o il  FILAMP 90 ECO PLUS, che è versione priva di solventi (quindi di odori) del prodotto.

FILAMP90 e FILAMP90 ECO PLUS sono entrambi protettivi ad effetto naturale, che non alterano l’aspetto del materiale e sono testati come “idonei per contatto con gli alimenti”.

Se invece si preferisce ravvivare il colore della superficie, specie nei colori un po’ più scuri, si può invece  proteggerla con FILASTONE PLUS: protettivo antimacchia ad effetto ravvivante che esalta il colore naturale del materiale. Anche FILASTONE PLUS è idoneo per il contatto con glifilastoneplus-ita alimenti.

Per la modalità di applicazione dei prodotti, però è necessario seguire attentamente le istruzioni riportate in etichetta, in modo da evitare di danneggiare irrimediabilmente le superfici.

Una volta ripristinato il trattamento protettivo, per la manutenzione quotidiana si può con tranquillità consigliare di pulire le superfici con FILAREFRESH, un detergente spray a doppia azione che pulisce e allo stesso tempo rinnova e mantiene nel tempo la protezione antimacchia.

Quando si parla di quarzo, opporre parlare anche di lavorazioni speciali. Non tutti sanno infatti che le lastre, una volta formate e rifinite, vengono trasformate in piani di lavoro da cucina da dei marmisti specializzati, dotati di attrezzature particolarmente adatte allo scopo. Questi trasformatori sono coloro che, tagliando e rifinendo i bordi dei tops, fabbricano i veri e propri piani con cui si completano le nostre cucine, ma sono gli stessi che sono spesso capaci di effettuare speciali lavorazioni come lavelli incassati in quarzo, sgocciolatoi incisi sui piani e alzate sagomate completamente realizzate su misura. Una lavorazione particolarissima che solo da noi di Interiors Gallery e da pochi altri colleghi può essere reperita, è quella che permette l’unione invisibile di due piani contigui in Quarzo. Si tratta di uno specialissimo procedimento che si ottiene effettuando l’incollaggio di due pezzi separati attraverso l’uso di quelle stesse paste  con cui sono costruiti i piani stessi. Proprio come avviene con il Corian o con gli altri materiali composti in resina.

Ma alla fine come si riconosce la quallavello scatolato in quarzoità dei quarzi? Beh è abbastanza facile… basta leggere le schede tecniche dei produttori ed individuare la quantità percentuale di resina che è presente nel composto. Più la quantità di resina è alta e maggiore sarà la resistenza meccanica e la compattezza superficiale del piano di lavoro. La grande percentuale di inerti con cui è composto il materiale, serve infatti solo a fornire una sorta di “riempimento” nel composto, e oltre a  donare al materiale certi effetti e certi caratteri estetici, ne preserva la durata nel tempo e ne determina la durezza nei confronti delle scalfitture.

Tante informazioni che speriamo possano servire a chiarire e a far conoscere le grandi doti estetiche e pratiche di questo splendido e popolarissimo materiale da cucina.