COMUNI-RICICLONI-OK1Una recente indagine ha rivelato che ormai oltre l’80 per cento delle persone in Italia si dichiara pronto alla raccolta differenziata dell’immondizia, nonché a cooperare con le amministrazioni locali a questo scopo. In realtà non possiamo sapere se questa disponibilità corrisponderà poi in futuro ad una effettiva messa in pratica delle procedure di raccolta differenziata con così alte percentuali, certo è che, già nel 2014, l’ANCI (associazione nazionale comuni italiani), ha dichiarato che ben la metà del nostro paese aveva raggiunto l’obbiettivo di raccolta speciale fissato in Europa per il 2020. Un risultato eccellente, impensabile fino a pochi anni fa, che ci fa capire che le effettive possibilità di raggruppare in modo corretto i nostri rifiuti sono decisamente incoraggianti.

Nelle nostre città infatti, mentre un tempo erano abbastanza diffuse solo le campane per la raccolta del vetro (anche se molto rare e sempre stracolme), adesso, quelle per la carta, quelle della plastica e i contenitori dedicati al cosiddetto “umido”, fanno “bella” (se così si può dire) mostra di se quasi in ogni parte d’Italia. Sì è vero, mancano ancora i cestini destinati alla raccolta delle pile scariche, i rifiuti speciali sono trattati in maniera spesso veramente empirica e gli “ingombranti” stentano a trovare una loro giusta gestione e collocazione, però nel compresso si può dirsi abbastanza soddisfatti di ciò che è stato fatto in questi ultimi anni, specialmente al centro e al nord d’Italia.

Ciononostante non è il caso di sedersi sugli allori, visti soprattutto i costi esorbitanti che ancora gravano sui nostri comuni in fatto di rifiuti e che poi, finiscono con alleggerire in maniera davvero importante i nostri portafogli tramite le varie tasse locali che siamo costretti ogni anno a pagare.

A proposito di questo, è bene ricordarsi sempre che imporsi un certo metodo di raccolta in casa è da considerarsi ifoto_2824_Ml passo in assoluto più importante di questo notevolissimo percorso sociale che parte, per prima cosa, dal rendersi consapevoli che è in particolare la cucina l’ambiente dove si producono più rifiuti e dove si possono davvero affinare le armi del vero “consumatore consapevole”.

Tutti i mobilieri e produttori di cucine più sensibili al problema hanno già dotato da anni le proprie cucine della possibilità di essere corredate di tante piccole pattumiere, destinate appunto alla raccolta differenziata.

È il caso, ad esempio, della Bosch, che già nel 1982 presentò per prima un innovativo raccoglitore dotato, in un elemento base di soli 40 cm, di tre contenitori separati, installabile in tutte le cucine della azienda tedesca. Il raccoglitore permetteva in maniera molto semplice di tenere separati vetro e bottiglie, latta e lattine, nonché rifiuti di materiale plastico (i bicchieri dello yogurt, i cartoni del latte, le vaschette della frutta «confezionata»), dimenticandosi però di tutto il resto, che veniva lasciato riposto in maniera zoom_1036-1-4c84bf65indifferenziata.

Da quel tempo molta strada è stata fatta in questo senso, ma ancora oggi permangono in casa delle difficoltà oggettive tali da impedire a volte una pratica oggettivamente efficace di questa abitudine igienica dai risvolti sociali.

Quello che manca a tutti, quasi sempre, è lo spazio. Chiunque infatti è al corrente delle dimensioni medie delle cucine in Italia e tutti sanno che, specie in mancanza di un terrazzo, è abbastanza complicato destinare in casa un posto che sia veramente da considerarsi sufficiente a poter riporre i rifiuti della giornata in maniera differenziata.

In linea di massima però, considerando la differente natura delle quattro tipologie di rifiuti che generalmente si produco in casa, Plastica, Umido, Vetro e Carta, si possono certamente individuare delle metodologie che consentano una raccolta differenziata che non incida troppo sulle nostre abitudini e sui nostri spazi vitali.

Innanzitutto: la produzione di rifiuti può e deve essere ridotta già a partire dal supermercato. Sono senz’altro da preferirsi in questo senso quei prodotti con ridotto impatti ecologico come i detersivi dai recipienti ricaricabili e tutte le altre tipologie di merci che consentano una riduzione o untower01_big riciclo dei contenitori. Una abitudine molto d’aiuto in questo senso è anche quella di acquistare prodotti che non abbiano ingombranti imballaggi o se proprio non se ne può fare a meno, liberarsi di questi prima di entrare in casa.

I problemi più importanti della differenziata in casa infatti sono principalmente due: i rifiuti più ingombranti e il contenitore dei rifiuti organici.

Quelli più difficili da gestire in cucina sono certo quegli più ingombranti come la plastica il vetro e il cartone, per i quali è consigliabile una gestione che esuli il più possibile da questo spazio vitale della nostra casa, che è la cucina, vista anche la loro natura quasi sempre inodore. Molto meglio destinare loro uno spazio nel ripostiglio, o in dispensa, piuttosto che fargli prendere posto in cucina, là dove gli spazi sono già molto ridotti e occupati.

Per i rifiuti organici il discorso è un po’ diverso. Per essi occorre una gestione che tenga presente la loro tendenza a produrre odori, a volte anche molto acuti e quindi fastidiosi e indecorosi.

Le nostre cucine, ad esempio, possono essere dotate di un comodo cestone sottolavello di ridotte dimensioni che possiede un tappo ermetico dotato di guarnizione in gomma che risolve egregiamente questo problema a chi, come molti, non ha un terrazzo dove riporre tale immondizia.

$_35Fino a qualche anno fa per i rifiuti organici, era facilmente reperibile anche in Italia il «tritarifiuti» domestico, un piccolo apparecchio che si applica al tubo di scarico dei lavelli che permette di “scaricare” nelle fognature di scarico questo tipo di rifiuto. Purtroppo però l’abitudine di attaccare questo elettrodomestico alle acque chiare degli scarichi, stava provocando alle condutture delle varie città problemi ben più gravi di quelli che l’elettrodomestico in se stesso doveva risolvere, e quindi quest’ultimo è stato, giustamente, messo fuori legge in tutti quei comuni che non possiedono adeguati impianti di trattamento delle acque reflue, che in Italia purtroppo sono la maggioranza.

Comunque, non c’è mai da preoccuparsi troppo, le soluzioni disponibili per effettuare una differenziata veramente efficace all’interno dei mobili da cucina ci sono … Eccome.. E perfino negli spazi più impensabili come gli angoli o le dispense.

Per adesso però ci limiteremo a mostrare la forma e la funzionalità di alcuni dei nostri nuovi contenitori separati per la nettezza, in modo che si possa avere un’ idea di tutto ciò che consente l’acquisto di una cucina di qualità come le nostre, ma ci preme assicurare che siamo in grado di risolvere in maniera egregia il problema anche nelle situazioni più complesse.

Dopodiché quindi, non resterà che organizzarsi bene. Noi mobilieri da parte nostra abbiamo tutto quanto può necessitare per far sì che la “differenziata” possa diventare una sana e utile abitudine e quindi siamo ben lieti di rispondere a tutte le richieste di aiuto o di informazione che ci preverranno in merito a questo argomento … Ma la buona volontà, quella, bisogna mettercela tutti…..