Partiamo da un fondamentale presupposto: un attento studio delle luci in cucina è forse ancora più indispensabile che in ogni altra parte della casa.

Occorre tenere conto in un primo luogo delle sorgenti naturali di cui l’ambiente gode, pensare a cheBLANCOPERISCOPE_03885802p_Image3 cosa si vorrebbe sistemare vicino alle finestre, alla portafinestra, e chiedersi quale elemento guadagnerà di più per merito della vista e della luce dall’esterno. Il lavello, ad esempio, potrebbe godere di questo privilegio se nella cucina fosse presente una finestra che abbia sotto di se lo spazio necessario per alloggiarci la base del sotto-lavello. Per sapere se questo è possibile bisogna calcolare che, mediamente, le basi da cucina sono alte circa 1 metro, compreso dell’alzatina di protezione posteriore, ma se sotto la finestra deve essere posizionato un lavello, l’altezza necessaria cresce di molto (fino a circa 120 cm) a causa del rubinetto che ovviamente non deve impedire di poter aprire la finestra quando lo si desidera.

Se nella stessa stanza dove si cucina deve trovare poi spazio anche il tavolo da pranzo, occorre prevedere il collocamento di quest’ultimo in prossimità di una fonte luminosa potente come la finestra o come una potente sospensione.
L’illuminazione artificiale in cucina si deve ispirare comunque sempre al criterio della flessibilità; numerosi punti luce orientabili in modo differente a seconda delle varie esigenze sono da considerarsi migliori, in cucina, rispetto ad avere poche lampade, magari potenti, ma non direzionabili e posizionate dove effettivamenLS_Lampada_led_Derby_ambte servono. Per questo motivo solitamente è meglio evitare il lampadario unico centrale da soffitto che, posto specialmente in certe posizioni, getterebbe ombra sui piani di lavoro e, ancora peggio, sullo stesso tavolo dove si mangia. Proprio sul tavolo, invece, si dovrebbero far  scendere molto in basso una o più lampade a sospensione, specie se la cucina componibile ed il resto della stanza fosse già sufficientemente illuminata.

Con tanti punti luce indipendenti si possono anche sottolineare le diverse aree funzionali, dedicando ad ognuna di esse una specifica luce. In una cucina dove «si  vive» sarà piacevole infatti avere tanta luce dappertutto, ma sarà anche bello «drammatizzare » con la luce, a seconda dei momenti, questo o quell’angolo, anche in relazione al contenimento dei consumi da tutti adesso ricercato.
Una cosa però è certa: i piani di lavoro devono essere illuminati al meglio nei momenti in cui si cucina ed è per questo motivo che le cappe possiedono sempre, a prescindere da tutto il resto, una propria illuminazione sempre più potente.

I tubi luminosi applicati orizzontalmente, nascosti sotto i pensili, come già previsto nelle cucine  da molto tempo, adesso sono stati ormai ovunque sostituiti con delle cache_2433019934comode barre al led dai consumi ridottissimi e che danno, proprio come i neon, la possibilità di essere scelti fra diverse tonalità di luce, dalla più calda (circa 3000° K) alla più fredda (circa 6500° K). Queste barre sono oggi considerate la migliore soluzione possibile da adottare per evitare di ritrovarsi nel cono della propria ombra quando ci si trova a cucinare sui piani di lavoro. Ma attenzione: una cosa poco considerata quando si progettano le fonti luminose di una cucina sono spesso le altezze. A tal proposito occorre tenere conto non solo dei momenti in cui si opera, ma anche di quando si è seduti. E’ bene infatti evitare che la sorgente luminosa si trovi proprio al livello degli occhi, dando fastidio alle persone che vi siedono vicini. Per questo motivo sono utilissimi i “fondi luminosi” che alcune cucine (solo quelle di alta qualità) possono prevedere all’interno dei pensili. Si tratta di piani in vetro che dentro di loro nascondono delle sottili luci al led di grandissima potenza. Non essendo queste luci visibili se non ponendosi direttamente sotto al pensile, esse offriranno ai piani di lavoro sottostanti un’illuminazione davvero ideale, senza dare fastidio in nessun caso.

ambienti-cucina2Sotto questo punto di vista è bene sapere che proprio di recente sono stati immessi sul mercato degli “schienali luminosi in vetro” che, partendo dallo stesso concetto dei fondi luminosi dei pensili, consentono una illuminazione radente dei piani di lavoro di grandissimo effetto scenico e possono essere tranquillamente utilizzati in concomitanza con altri tipi di fonti luminose. Non bisogna infatti trascurare la quantità della luce necessaria prima di scegliere l’illuminazione più adatta ai propri spazi cucina. Ricordatevi sempre infatti che l’effetto luminoso varierà moltissimo a seconda dei colori e del tipo di superfici su cui la luce andrà a cadere ed è quindi meglio abbondare, quando è possibile, piuttosto che rimanere con dei piani di lavoro non sufficientemente illuminati, specialmente di sera.

A questo punto è bene descrivere i grandi vantaggi dell’illuminazione ad incasso proveniente dall’alto. Quest’ultima possiede solitamente due tipi di possibile istallazione: quella che sfrutta il mensolone che raccorda in alto tutti gli elementi e che, quando c’è, si prolunga anche sopra la penisola, ed è quasi sempre già predisposto per l’1ncasso di faretti, e quella che invece prevede la costruzione di piccoli controsoffitti ribassati in cartongesso nei quali vengono alloggiaticonsigli-per-arredare-casa-come-distribuire-gli-spazi-su-livelli-sfalsati_NG1 dei potenti faretti orientabili completi del loro impianto elettrico. Nel primo caso si tratta di un tipo di soluzione abbastanza in voga qualche anno fa ma che, almeno adesso, è caduta un po’ in disuso nonostante la sua economicità, a causa dell’imperante minimalismo che non approva certi tipi di orpelli, nel secondo invece i costi di costruzione edile necessari all’istallazione frenano spesso i committenti facendoli preferire soluzioni meno costose, anche se sicuramente meno illuminanti. In ogni caso sono da evitare i faretti o le lampade al led che a volte, attraverso dei piccoli bracci, vengono montati al di sopra dei pensili in modo da sporgere sulle stesse ante illuminandole. Tali tipi di illuminazione, oltre a creare moltissimo impaccio durante le fasi di pulizia, non offrono una illuminazione davvero efficacie delle zone di lavoro.