Cappa edith La cappa … perché ?   Salvo rare eccezioni fuori norma, ogni ambiente cucina dovrebbe disporre di una cappa sopra i fornelli. Serve per espellere gli odori dei cibi in cottura, i vapori e soprattutto i residui di combustione delle fiamme. Ed è proprio per quest’ultima ragione che la legge ne impone la presenza.

L’apparecchio va collegato ad un condotto di evacuazione verso l’esterno, sul tetto o in parete. Quando manca tale condotto o non è possibile collegarvisi, è d’obbligo applicare un aspiratore al vetro della finestra o a muro che contribuisca ad eliminare i rischi dovuti al gas e ai residui di combustione. Non molti sanno infatti che la normativa riguardante l’evacuazione del gas, nei luoghi dove esiste un apparecchio alimentato con questa fonte energetica,  prevede l’obbligo di installazione di una cappa aspirante, oltre alla predisposizione di un adeguato foro di sfiato diretto verso l’esterno, da posizionarsi in basso, nel muro o a vetro, con un diametro minimo di 15 cm.

La forma: Si può dire ve ne siano ormai in commercio migliaia di modelli, dai più pcappa elicaiccoli ai più grandi, da quelli a parete a quelli a isola, da quelli in acciaio a quelli smaltati, da quelli più semplici a quelli più complessi. Ognuno di loro ha la sua ragione di esistere e di essere scelto a seconda della cucina e dell’ambiente a cui deve essere abbinato. La tendenza più in voga in questo momento è addirittura quella di produrre, cappe, che non sembrino neppure delle cappe, ma che assomiglino, ad esempio a dei lampadari o a delle proprie sculture decorative. Un altro tipo di cappa invece è quello che può uscire dal piano di lavoro direttamente dietro al piano cottura. Questa è senz’altro una soluzione molto piacevole esteticamente ma anche molto costosa e complicata da realizzarsi.

La manutenzione e la pulizia: Molte delle cappe in commercio sono “filtranti” e sono dotate di filtri a carbone e di un sottile filtro in materiale tessile. I filtri deodoranti e depuranti a carboni sono dei contenitori in plastica che hanno al loro interno tanti piccoli sassolini di carbone i quali hanno il potere di assorbire le sostanze oleose. Essi vanno sostituiti almeno due volte l’anno, per un utilizzo quotidiano, a meno che non siano del tipo lavabile, il quale si rigenera lavandolo e facendolo successivamente asciugare attraverso una fonte di calore.

I filtri metallici, presenti ormai in tutte le nuove cappe e composti da diversi strati metallici forati che trattengono grassi e particelle di varie dimensioni, al contrario, vanno semplicemente lavati, ogni tre mesi, nella lavastoviglie. Quando sono saturi, infatti, oltre a non filtrare bene, sottopongono il motore a sforzo, dancappa faber cilindra evolutionneggiandolo. Le cappe più nuove e tecnologiche segnalano quando i filtri sono saturi e ce ne sono alcune che, addirittura, portano automaticamente a vista la batteria dei filtri, rendendola facile da sganciare e riposizionare dopo il lavaggio.

Quando le cappe sono poi del tipo “a vista” in acciaio, si pone anche il problema della pulizia esterna di questo indispensabile elettrodomestico. E’ importante a questo proposito distinguere due tipi di pulizia, quella effettiva e quella estetica. Nel caso si debba operare una pulizia effettiva dell’acciaio esterno di una cappa, è opportuno utilizzare dei normali prodotti sgrassanti dei quali siamo certi che non provochino danni all’Inox (i vari Smack o i Brillacciaio vanno benissimo).

In caso di macchie persistenti e leggermente scure è opportuno operare un lavaggio sgrassante dopodiché provare a rimuovere la macchia con un prodotto apposito, l’Arexsons Mirage Cromature Brillanti, reperibile presso i negozi di autoricambi che ha delle potenti proprietà smacchianti sul metallo.

Una volta effettuata la pulizia effettiva dell’acciaio, tesa a sgrassarlo o smacchiarlo, ci si troverà però probabilmente di fronte ad una cappa abbastanza opaca e con aloni piuttosto evidenti causati dai residui di grasso irremovibili che rimangono incastrati nella satinatura. Per provvedere a togliere questi aloni esistono dei prodotti appositi (ce ne sono della Franke o della Smeg) che servono proprio a dare brillantezza “estetica” alla superficie dell’inox. Se si vuole invece operare un vero e proprio “rinnovo” delle superficie delle cappe, esistono dei trattamenti estetici che non puliscono, ma lucidano (sono speciali liquidCappa-Upperi cosmetici acquistabili nelle ferramente specializzate), consistenti in olii a base sintetica, che hanno la proprietà di rinfrescare l’acciaio inox fin quasi a farlo sembrare effettivamente come nuovo.

E per chi non vuole usare prodotti chimici? Per pulire abbastanza bene la cappa spesso basta una soluzione di sale, detersivo bio e acqua per farla tornare a brillare in modo del tutto naturale.

Come scegliere la cappa migliore? Per scegliere la cappa sono quattro gli elementi da tenere presenti. …..

1) La portata di aspirazione: che è espressa in metri cubi/ ora (m3/h) e che può variare addirittura dai 100 agli 850 m3/h a seconda della qualità e della forma della cappa stessa. Naturalmente più è alta la portata, maggiore sarà l’efficienza dell’apparecchio.  Con i pulsanti si regola la velocità di aspirazione secondo l’intensità dei fumi e la quantità della loro componente grassa. E’ sempre importante però ricordare che la cappa oltre ad aspirare gli effluvi odorosi della cottura, svolge anche una notevole funzione di “condizionamento” in cucina e questa funzione risulta particolarmente utile quando si cucina cibi che, pur non essendo grassi o maleodoranti, producono una quantità di vapore tale da mettere in serio rischio la salubrità degli stessi mobili. Anche per questo motivo conviene sempre acquistare una buona cappa, maggiore infatti sarà la sua qualità e maggiore sacappa isola sospesarà la possibilità che avremo di salvaguardare, nel tempo, la nostra amata cucina componibile.

2) Lo stile: ogni cappa deve essere  adatta al tono della cucina.  Per quella moderna o high-tech  la scelta è vasta; numerosi apparecchi seguono infatti la  tendenza dello stile professionale con forme rigorose, acciaio e vetro, volumi a vista, luci efficientissime e motorizzazioni sicure. Alcune sono veri e propri quadri decorativi, con colori e disegni  personalizzabili.

Per quella classica o contemporanea invece, si opta quasi sempre per le cappe “a caminetto” in finta muratura o similari. Queste cappe hanno quasi sempre una funzione prettamente estetica però possono anche queste essere dotate di motori particolarmente potenti che impediscano una dispersione dei fumi nell’ambiente cucina e tendano per questo a sporcare o ha danneggiare la mobilia.

3) Le dimensioni: esse dipendono soprattutto dalle misure del plano di cottura sottostante. Si trovano cappe da 45 a 120 cm in larghezza e anche più. Per  garantirsi la totale aspirazione dei vapori è bene tuttavia, spazio permettendo, che la cappa sia almeno un po’ più vasta del piano cottura e quando questo non è possibile fare molta attenzione che la superficie aspirante copra per lo meno tutti i fuochi del piano di cottura sottostante.

4) A vista o incassata? La scelth_39086_03a dipende dall’arredo, dallo spazio e dal gusto personale. La cappa a vista conferisce alla cucina un tono professionale, oppure familiare, perché ricorda gli ambienti intimi delle  cucine tradizionali quando si tratta di cucine classiche, e fa pensare invece alle cucine dei ristoranti quando ci si trova di fronte ad una bella cappa in acciaio.

La cucina è piccola  e occorrono molti contenitori  pensili? La soluzione è una cappa  da incassare totalmente o in parte  nel mobiletto che sta sopra i fuochi, perché mentre con la cappa incassata nei pensili vi è uno sfruttamento quasi totale dello spazio interno, con le cappe a vista rimangono ovviamente spazi vuoti che non possono essere adoperati.

In verità, da un po’ di tempo a questa parte è tornato di gran moda nascondere in qualche modo questo importante elettrodomestico, provvedendo ad incassarlo all’interno della mobilia pensile, per motivi prettamente estetici più che di spazio.  In questi tipi di allestimento la cappa da incasso scompare  dietro l’anta del pensile e in alcuni casi ha un frontalino estraibile che  aumenta la superficie di aspirazione e protegge il mobile sopra.Cappa incassata

Allo scopo di accontentare un sempre più vasto pubblico di clienti, sono state infatti messe in commercio numerose tipologie di cappe “ a scomparsa totale” che permettono, a chi vuole, di nascondere sia il motore che il tubo di sfiato, all’interno di un mobiletto posto sul piano di cottura. Lo spazio interno ai pensili soprastanti è interrotto in quel caso solo dal tubo che collega l’elettrodomestico al condotto. Se non lo si vuole, è possibile riconvertire la cappa per  la sola funzione filtrante (lo si può  fare con quasi tutte le cappe) e installare però anche un aspiratore a vetro, nella finestra più vicina.  Questo tipo di soluzione infatti necessita di cappe di ottima qualità e portata, perché in caso di aspirazione carente, i fumi si troverebbero molto più vicini alla mobilia e potrebbero molto più facilmente danneggiare quest’ultima se non la si è salvaguardata con una sufficiente aspirazione .

In questi casi, per aumentare  la potenza, si può eliminare il problema acquistando cappe dalla portata maggiore, fino ad aggiungere addirittura  un secondo motore, cosa che è più facile e comune da trovare in questi modelli di quando accada  nelle cappe cosiddette “a vista” in acciaio.

Audrey_2014_gallery4Il problema Rumore: Sì lo sanno tutti … la cappa è generalmente fastidiosa quando è in funzione. E  maggiore è la velocità di aspirazione, più alta è la rumorosità.  Si va generalmente dai 40 ai 250 decibel di soglia massima di rumore. Ci sono però modelli nuovi che hanno abbassato ulteriormente la loro rumorosità, grazie a pannelli isolanti e ventole più silenziose tanto che, con la cappa in azione, si può tranquillamente ascoltare radio e Tv o  conversare tranquillamente anche in cucina.

Luce e cappa: Tutte le cappe sono normalmente dotate  delle luci per illuminare il piano e lavorare in sicurezza.  Ultimamente si tratta quasi sempre di luci al led, ma esistono ancora cappe che montano lampadine ad incandescenza con poca potenza e quindi con bassa resa. In questi casi è sufficiente sostituire le lampadine esistenti con quelle nuove al led per aumentarne la luminosità e diminuirne il consumo. In casi di necessità è anche possibile dotale le cappe di una barra led aggiuntiva la quale, correndo lungo il profilo basso dell’elettrodomestico donerà al piano cottura una illuminazione impareggiabile.