allergia-ellen-termeszetes-gyogymoddal_1Anche quest’anno, con la sua ciclica puntualità, la primavera rivendica il suo tributo. E l’inevitabile esplodere delle allergie continua a mietere le proprie vittime.

L‘allergia (oggi sono 1l milioni gli italiani che ne soffrono!) è stata classificata dall’Oms (l’Organizzazione mondiale della sanità) al sesto posto nell’elenco delle malattie più diffuse. A starnuti e attacchi d’asma non c’è modo di sfuggire … per colpa del clima, certo, ma non solo. Inquinamento, conservanti e coloranti, sostanze tossiche di detersivi, vernici e collanti, acari e polveri, presenza di animali domestici: tutto, fuori e dentro casa, contribuisce a indebolire le difese immunitarie di tutti ed in special modo dei soggetti già predisposti.

Come si diventa allergici

E’ molto più semplice di quello che si pensa: la sostanza allergizzante entra in contatto con l’organismo (il polline con le vie respiratorie, il pelo e la forfora dei nostri “Pets” per la stessa strada, il cibo con il tubo digerente e alcune piante per contatto), che prontamente reagisce producendo anticorpi particolari. Nelle successive esposizioni alla stessa sostanza, gli anticorpi la riconoscono e  inducono il rilascio di molecole come, ad esempio, l’istamina, una sostanza chimica che provoca gonfiori, rossori e orticaria .

Una sindrome planetaria

Le cause di questa epidemia del terzo millennio risiedono anche nel Surriscaldamento da effetto serra: gli Inverni molto “strani” degli ultimi anni,132070 hanno avuto conseguenze sul comportamento delle Piante che tendono a fiorire in anticipo ed a produrre alte concentrazioni di Pollini per periodi più estesi.

Nelle aree urbane il fenomeno è aggravato dall’inquinamento atmosferico che provoca una irritazione delle vie respiratorie e consente agli allergeni di trovare un terreno favorevole.

Il surriscaldamento del pianeta ha favorito inoltre l’arrivo, alle nostre latitudini, di specie esotiche subtropicali, ai cui pollini il nostro organismo si trova decisamente impreparato.

C’è poi la diffusione dell’abitudine di alloggiare degli animali domestici in casa durante tutte le ore del giorno e della notte, cosa che è universalmente considerata una delle cause allergeniche di maggior ampiezza.

Che aria tira?

Per chi soffre di “raffreddore da fieno” la dolce primavera può dunque trasformarsi in un inferno. Causata da un’anomala sensibilità a pollini e muffe, la reazione allergica può essere però abbastanza contenuta da una limitata permanenza all’esterno (all’aperto le concentrazioni di pollini sono più elevate tra le l0 e le 16, soprattutto nelle giornate più ventose e soleggiate), seguita da una doccia veloce al rientro a casa.

In quelle ore è consigliabile per chi è allergico non uscire e tenere le finestre ben serrate.

Per cambiare l’aria, e quando fa caldo per sconfiggere l’afa, l’uso di un climatizzatore e di speciali depuratori dotati di filtri che raccolgono e bloccano spore e impurità possono essere di grande aiuto. In alternativa, si può optare per un filtro a retina finissima da applicare a tutti i serramenti.

Ed in casa?polvere

Non c’è da stare proprio tranquilli nemmeno quando si è fra le nostre quattro mura domestiche e bisogna, al contrario, fare molta attenzione. L‘allergia agli acari, animaletti microscopici presenti e onnipresenti negli spazi domestici (a migliaia ne può  contenere un grammo di polvere), ad esempio, si calcola colpisca circa il 7 per cento della popolazione mondiale. E il fenomeno, dicono le previsioni, è in continua ascesa. Capaci di provocare allergie anche a cinque anni dalla loro morte, gli acari  sopravvivono bene in un ambiente caldo e umido, ed è per questo che vivono così bene nelle nostre abitazioni. Un modo per debellarli è quello di arieggiare frequentemente la casa facendo entrare il fresco e il sole. E poi, siccome amano crogiolarsi nella polvere (la moquette e i tappeti, le tende e le tappezzerie, i materassi e i guanciali in lana o crine vegetale sono l’habitat ideale), si dovrà tenere la casa il più possibile pulita: evitando di spazzare e spolverare senza usare l’aspirapolvere, oppure passando e ripassando le superfici accessibili con un panno bagnato in un detergente a base di alcol o disinfettante.

Per quanto riguarda l’arredo dunque, sono numerosissime le cose giuste che possono essere fatte per combattere questo tipo di allergia. Innanzitutto devono essere preferiti quei mobili che grazie alla loro forma sono più facili da pulire e spolverare, nonché quelli privi di tappezzerie iPrezzi-materassi-con-molle-Modenan stoffa, ove è più facile per la polvere entrare.

Devono essere poi privilegiati quei modelli di materassi e di cuscini che sono espressamente dichiarati “anallergici” i quali, oltre ad essere sfoderabili, possiedono caratteristiche costruttive capaci di rendere agli acari la vita particolarmente difficile. Queste specifiche categorie di prodotti, non impediscono però del tutto (come molti pensano) ai nostri sgraditi ospiti di “alloggiare” fra le nostre lenzuola, ma ne limitano moltissimo la loro propensione a risiedere in luoghi a loro graditi. L’importante, anche se si utilizzano certi materiali di imbottitura altamente anallergici come il Water-Foam o le altre schiume poliuretaniche ad alta concentrazione,è comunque eseguire, quotidianamente o quasi, un igiene accurata degli spazi che comporti l’utilizzo di aspira-polvere molto potenti e filtranti, nonché prendere l’abitudine ad arieggiare le suppellettili più soggette a contaminazione, come i cuscini, le coperte ed i tappeti, in maniera molto frequente tramite l’esposizione all’aria mattutina, quella più fresca e salubre. La sana abitudine infatti di “mettere fuori i letti e i tappeti” delle nostre mamme, è oggigiorno di grande utilità perché permette ai tessuti ed agli imbottiti di raffreddarsi e depurarsi quel tanto che basta a far morire i delicati acari di freddo ed ad impedirne il ritorno a breve.

Sempre in merito a questo è opportuno letti-con-cassettonericordare che i mobili possono essere dei grandi alleati per chi soffre di allergie alla polvere di casa. Nel progettare i propri arredi infatti chi risente di queste patologie deve evitare il più possibile le mensole ed i vani porta oggetti aperti “a giorno”. Essi infatti per loro stessa natura, non essendo protetti da ante o richiusi da cassetti, tendono ad essere un perfetto ricettacolo per tutti quei corpuscoli che nell’ambito casalingo possono fungere da veicolo per la polvere e per gli animaletti in essa contenuti. Per questo motivo sarebbero possibilmente da evitare i letti “con contenitore” sollevabile tanto di moda adesso e, se proprio questo non è possibile per motivi di spazio, è bene far in modo di contenere tutto ciò che viene inserito nel vano porta oggetti sotto letto, in grandi recipienti ben chiusi che possano permettere il frequente svuotamento del contenitore nonché la sua pulizia dalla polvere che può annidarvisi.

I nostri dolci animaletti

La trasformazione della propria casa in un luogo sano e sicuro passa dunque anche attraverso il rìesame dcane-e-gatto-convivenzai comportamenti abituali considerati assolutamente innocui e che, al contrario, possono rivelarsi dannosi alla salute. Un trend in preoccupante crescita che coinvolge la popolazione italiana è ad esempio quello dell’aumento delle allergie agli animali domestici. E non solo ai cani e ai gatti, ma anche a nuovi esemplari che sempre più di frequente fanno il loro ingresso nelle famiglie, come criceti e conigli. Sono i risultati del congresso “Highlights in Allergy and Respiratory Diseases” che si è tenuto di recente a Genova. Sempre più persone non possono avvicinarsi a un simpatico quadrupede, causa problemi respiratori, starnuti ripetuti, orticaria e malessere generale. Un fatto ormai noto per cani e gatti, di cui in commercio esistono vaccini e trattamenti antistaminici efficaci, che tuttavia colpisce sempre più di frequente anche le specie di nuovo addomesticamento. E forse la crescita rinvenuta sullo Stivale – il 10% di tutti i soggetti allergici italiani lo è nei confronti degli animali – deriva dai nuovi trend di adozione. Non sempre, tuttavia, i disturbi sono facilmente riconoscibili, poiché possono verificarsi in qualsiasi momento della vita, anche dopo una lunga convivenza con l’animale. L’allergia più diffusa è quella al pelo del gatto, nota da tempo dalla scienza a causa di una proteina naturalmente presente sul manto del felino. Seguono quindi il coniglio, e i vari tipi di “topolini” che abitano in alcune delle nostre case, mentre il cane sembra avere un’incidenza più bassa, anche in relaziprodotti-126254-rel4abda545c3d4161e21bdb8956570b37aone all’estrema diffusione dell’animale nelle famiglie italiane.

Per chi però non può proprio fare a meno della compagnia e del grandissimo affetto che solo un animale domestico può dare, sono numerosi i rimedi d’arredamento suggeribili per non rischiare di soffrire di patologie allergiche: il più popolare è quello di prediligere quegli arredi che rimangono sospesi da terra, tramite degli attacchi pensili a parete o delle gambe di rialzo poste sotto alla mobilia. Questo facile sistema consente di semplificare la pulizia agevolando una più frequente rimozione di polvere, pelo e laniccio, da ogni più remoto angolo della casa, in modo che si possa ridurre di molto la possibilità, per le vie respiratorie degli esseri umani, di venire a contatto con degli agenti patogeni.

Il Microclima domestico

208-San-Giacomo-Zona-Living-Arredamenti-Mobili-TicinoMa perché parlare di arredi anche in merito al clima domestico? Perché spesso si dimentica che il legno è una risorsa preziosa per la tutela dell’ambiente casalingo. Le sue capacità igroscopiche ne fanno infatti un buon climatizzatore naturale, da sfruttare nella realizzazione di parquet, rivestimenti e arredi, sia per le sue proprietà isolanti, sia per il fatto che quando è trattato in modo da lasciare i propri pori abbastanza liberi ed aperti, esso è addirittura capace di svolgere un’azione regolatrice del microclima casalingo. Molto spesso però, purtroppo, il legno perde le sue qualità naturali perché viene trattato con sostanze addirittura inquinanti e tossiche, come i collanti contenenti Formaldeide (una sostanza volatile incolore) utilizzati a volte per la costruzione dei pannelli dei mobili, soprattutto in truciolare, e alcune finiture fatte con vernici sintetiche non a norma.

Allo stato attuale però è bene sottolineare che solo i mobili considerati “economici” sono spesso costruiti con materiali ancora non in linea con le normative vigenti in fatto di emissioni. Tutti i mobili che è possibile acquistare dai tradizionali commercianti dell’arredo sono invece sempre dotati di tutte le certificazioni attestanti la quno-emissioni-0-formaldeide-mobili-a-misura-ecologici-marcaclacsistemaalità ecologica dei prodotti e la loro assoluta salubrità.

In questo imperante spirito “ecofriendly”, sarebbe dunque meglio preoccuparsi di acquistare arredi che non danneggino l’atmosfera e che possono causare danni alla propria salute, piuttosto che guardare soltanto al prezzo più basso che è possibile trovare in commercio! Molto meglio!