Come tanti nuovi “princìpi” che pervadono la società moderna dall’inizio del nuovo millennio, anche la pulizia della propria casa è ormai diventata una parte predominante del concetto di “benessere” legato all’abitazione. Nulla è più piacevole dell’ordine che dovrebbe trovarsi in ogni appartamento, delle fodere che eternamente rimangono inalterate protettrici delle poltrone, dei pattini di feltro tutori di eccellenti pavimenti di marmo trattati a cera, così come dei vetri delle finestre, resi perfettamente trasparenti da abili mani che periodicamente si occupano della loro pulizia. E che dire di quelle linde cucine nelle quali si può tranquillamente cucinare senza incorrere mai nel rischio di una qualche contaminazione? Se la pulizia in una casa salubre che si rispetti, deve essere dunque sicuramente ineccepibile per quanto riguarda lo sporco “visibile”, essa deve però essere altrettanto meticolosa  anche (e soprattutto) per quanto riguarda tutto ciò che visibile non è…. Ci riferiamo a tal proposito a tutti quegli “agenti” nascosti o microscopici che possono mettere a repentaglio l’igiene della nostra casa, come i batteri, gli acari e la polvere.

Aggiungiamo pure che tutto questo ragionamento assume addirittura più valore, se si considera quanto  l’igiene sia essa stessa una condizione dell’economia “domestica”: un vestito durerà infatti di più se è pulito e ben tenuto ed un appartamento o una casa dove non si trascurano le piccole attenzioni che gli ambienti meritano, rimarrà più a lungo in buone condizioni. Ciò vale a maggior ragione per l’arredo, perché è attraverso quest’ultimo, del resto, che una casa consente di essere vissuta in pieno.

Per quanto riguarda i mobili, si possono tranquillamente separare in due grandi gruppi i tipi di pulizia che essi necessitano: il primo è quello che comprende tutte le categorie di sporco “umido” ovvero che devono essere trattate con acqua o detersivi; il secondo comprende invece tutti quei tipi di sporco che consentono una pulitura “a secco” e cioè le polveri; ed in questo articolo ci concentreremo in special modo su quest’ultimo gruppo.

Questo perché per molte persone, spolverare la casa costituisce un lavoro ingrato e penoso in quanto richiede un notevole dispendio di energia, dando in cambio soddisfazioni effimere, visto che, in fin dei conti, è  sempre periodicamente tutto da rifare. Per altre persone invece che «spolverano» in continuazione, il giorno delle grandi pulizie è una giornata di festa. Che siano eseguite con entusiasmo o no, le faccende domestiche rimangono tuttavia per i padroni di casa una delle cause principali di stanchezza e addirittura di esaurimento.  Per fortuna da molti decenni esiste un fido alleato che quasi instancabilmente si offre di aiutare la gente in questa scomoda mansione: il leale “Aspirapolvere”.

Questo simpatico e rumoroso apparecchietto è dunque diventato un insostituibile compagno nelle pulizie di casa, specie quando si tratta di arredi. Anzi si potrebbe addirittura dire che in alcuni casi, per chi desidera mantenere bene il proprio arredamento l’aspirapolvere è ormai diventato un accessorio davvero indispensabile. Ma come è possibile utilizzare questo elettrodomestico veramente al meglio, quando si tratta di arredamento ?Beh innanzitutto occorre definire bene quali sono i suoi ambiti di utilizzo:

Aspirare il pavimento.

Ogni casa, se ben rifinita ed abitata, deve per forza possedere dei mobili e questi ultimi, solo per il fatto di esistere, creano all’interno delle stanze degli “angoli nascosti” di superficie che rimangono a volte molto difficili da pulire. In quest’ottica, quando si arreda una casa, andrebbero sempre previsti i possibili problemi che si potrebbe incontrare nella sua pulizia. Ovviamente, a questo proposito, sono da preferire quelli arredi dove sia possibile usare l’aspirapolvere con comodità anche negli angoli più remoti, come ad esempio tutti quei mobili che hanno degli zoccoli rimovibili o dei piedini rialzati tanto quanto basta per consentire di inserire sotto ad essi il tubo dell’aspirapolvere. Di solito l’altezza necessaria per pulire comodamente sotto ad un mobile è di circa una decina di centimetri. Per provvedere a questo tipo di pulizia, basta liberare lo spazio antistante il mobile sotto al quale si intende spolverare, rimuovere gli eventuali zoccoli o parti asportabili e provvedere ad inserire sotto ad esso il tubo dell’elettrodomestico dotato dello specifico accessorio per la pulizia del pavimento. Quando si acquista un aspirapolvere infatti, quest’ultimo è quasi sempre dotato di una serie di accessori che permettono un suo utilizzo specifico. Nel caso del pavimento, dovrebbero essere sempre presenti nella confezione due tipi di accessori specifici: uno grande, dotato anche di spazzola sottostante, ed uno più piccolo, senza spazzola, che serve proprio per raggiungere quelli spazi di pavimento dove, a causa magari di mobili troppo bassi, non sarebbe pulire con l’altro accessorio. Questo boccaglio “piccolo”, di forma simile ad un imbuto schiacciato, permette di pulire anche sotto a mobili non più alti di soli 5 cm! Ma se si ha la necessità di raggiungere anche spazi addirittura più bassi (fino a 2/3 cm) è possibile acquistare (si trovano nei negozi specializzati ed anche su internet) dei tubi speciali, molto schiacciati che attraverso una specifica apertura possono essere usati anche in spazi ridottissimi. Inutile dire, quanto in questa ottica, siano da preferirsi di gran lunga gli aspirapolvere “a zaino” oppure “a secchio”, invece di quelli fatti a forma di “scopa elettrica”; Chi utilizza questi ultimi però (ben più comodi per la pulizia in spazi aperti), deve sapere che esistono in commercio dei tubi specifici che permettono di essere inseriti nel piccolo elettrodomestico al posto della testina aspirante in modo da consentire le pulizie anche nei luoghi più remoti. L’uso delle scope elettriche quindi non è assolutamente sconsigliato, anzi al contrario; esso però non deve diventare una facile giustificazione per non pulire là dove con la scopa elettrica non si riesce ad arrivare.

Aspirare l’interno dei mobili.

Uno volta ogni tanto occorrerebbe pulire infatti anche dentro ai nostri arredi; e quale accessorio può esserci più utile in questo quanto il nostro insostituibile amico aspirapolvere? Anche in questo caso, infatti, risulta comodissimo usare il tubo corredato di uno dei piccoli accessori che sono di solito di corredo. A questo scopo specifico ne esistono due: uno è quello piccolo di cui abbiamo parlato nel precedente paragrafo, il secondo è una sorta di tubo schiacciato, aperto solo in cima, che consente di inserirsi e di pulire praticamente ovunque. Per provvedere a questo tipo di pulizia occorre innanzitutto, cominciare a rimuovere dai mobili gli oggetti e posarli provvisoriamente sul pavimento o ancora meglio su di un tavolo. Poi occorre procedere con l’aspirazione degli interni, provvedendo magari prima anche alla rimozione dei cassetti (che una volta estratti si puliscono davvero meglio), senza dimenticare di passare l’aspirapolvere anche là dove non si riesce bene a vedere. Una volta provveduto a questa pulizia, occorre non perdere l’occasione per spolverare anche gli oggetti appena estratti in modo da riporli veramente lindi e puliti. Si tratta di una operazione che andrebbe fatta almeno una volta all’anno nel caso si abbiano dei mobili con chiusure normali (quelli cioè in cui le ante semplicemente appoggiano sui fianchi del mobile una volte chiuse, senza avere una vera protezione dalla polvere), mentre può essere rimandata di un altro anno o due, nel caso si posseggano dei mobili con chiusure ermetiche o antipolvere. Un discorso a parte a questo proposito lo meritano i libri. Essi infatti sono oggetti che per loro stessa natura devono essere puliti se si desidera mantenerli in buono stato. La loro pulizia non è però un fatto “banale” come può sembrare a prima vista; essi sono oggetti molto delicati, e specie quando sono antichi necessitano di una cura davvero molto particolare. Inutile dire come anche in questo, il nostro aspirapolvere può risultare utile. Per pulire adeguatamente i libri con l’aspirapolvere occorre utilizzare un piccolo accessorio, in verità poco usato, che è in pratica una minuta spazzolina dotata di un foro centrale. Con essa, una volta collegata al tubo, è possibile aspirare bene (ma con delicatezza) i bordi superiori dei libri in modo da renderli privi delle polveri che vi si depositano.

Pulire la superficie esterna dei mobili con l’aspirapolvere.

Gli arredi in legno (o laminato che sia) di solito non si puliscono tramite l’aspirapolvere perché è ovviamente più rapido e comodo utilizzare uno straccio (magari di quelli specifici trattati o di quelli antistatici) per spolverare le loro superfici lisce. Vi sono però dei casi in cui l’aspirapolvere diventa davvero indispensabile anche per la pulizia dei mobili. Si tratta di quei luoghi difficilmente accessibili dei nostri mobili come le parti superiori degli armadi o dei soggiorni. In questo caso il nostro piccolo amico elettrodomestico risulta particolarmente utile e comodo perché permette di effettuare una pulizia “a fondo” anche dove è più difficile arrivare. In questi casi si utilizzano gli stessi accessori da “tubo”di cui abbiamo parlato per i pavimenti (sempre di superfici orizzontali infatti si tratta), i quali, magari se utilizzati anche attraverso delle comode “prolunghe” possono consentire di raggiungere anche gli angoli più scomodi ed alti della nostra mobilia. Vi è però un altro uso in cui una aspirapolvere può risultare utile per la pulizia dei mobili in legno ed è quando si ha a che fare con mobili molto lavorati e magari delicati. In questi casi infatti l’uso dello straccio (ancor più se trattato) può risultare effettivamente molto sconveniente. Per pulire dunque i “riccioli” di un bel mobile intagliato, le volute di una libreria antica o le modanature di una bella cornice dorata, può venirci in aiuto ancora una volta il nostro fido alleato aspirapolvere che, grazie alla solita “spazzolina forata” di cui parlavamo poc’anzi, rende davvero comoda e veloce anche la pulizia più difficoltosa.

Come aspirare i Tendaggi e le tappezzerie.

Anche per le tende l’aspirapolvere si trova a diventare spesso un compagno di pulizie davvero molto utile, ma pure per la manutenzione di questo tipo di arredo è doveroso fare delle precisazioni: innanzitutto occorre dividere in due gruppi le tende che ci si può trovare a dover pulire in una casa: Il primo gruppo è quello per il quale è necessario un vero e proprio lavaggio (più o meno frequente a seconda dei casi), come nel caso delle tende che si trovano in stanze “particolari” come la cucina e il bagno o come in quegli ambienti dove vi sono posizionati camini o stufe. Il secondo gruppo invece comprende quelle tende che risedendo in ambienti (come le camere ed i soggiorni) che non presentano agenti particolarmente aggressivi o umidi. In questo secondo caso è abbastanza ovvio come l’aspirapolvere diventi un accessorio praticamente indispensabile. I tessuti di una tenda infatti, come del resto avviene per la maggior parte della tappezzeria, soffre ad essere lavato (alcuni tessuti da tende non sopportano addirittura neppure il lavaggio) e per questo motivo è più conveniente optare per una “spolveratura” del tessuto che, a parte evitare lo smontaggio del tendaggio stesso, consente di effettuare una pulizia a fondo senza danneggiare i tessuti. A questo scopo esistono degli accessori appositi che consentono di essere applicati in cima al tubo di un aspirapolvere; in linea di massima però si possono utilizzare gli stessi accessori che si utilizzano di solito per i pavimenti a patto che, ovviamente, si destini ad alcuni di loro solo questo specifico utilizzo. Per la pulizia delle tende occorre procedere in questo modo: per prima cosa, bisogna posizionarsi in maniera che il tubo ed il suo relativo accessorio possa raggiungere facilmente tutta la superficie della tenda. Se si deve (come avviene quasi sempre) usare una scala o uno scaleo, è dunque indispensabile che essi siano posizionati in maniera sicura e che, se necessario, siano dotati di un apposito gancio dove sia possibile appendere (magari legandovelo) l’aspirapolvere. Dopodiché, se si è soli, si procede con aspirazione procedendo dall’alto e mantenendo il tessuto “in tirare” con una mano, mentre con l’altra si procede all’aspirazione. Ovviamente, essendo però un procedimento piuttosto difficile e “pericoloso”, perché richiede l’uso di entrambe le mani, è assolutamente consigliabile effettuare tale operazione in due: la persona in basso si occuperà in tal modo di tirare il tessuto, mentre quella sulla scala provvederà ad aspirarlo.

Togliere lo sporco dai tappeti con la scopa elettrica.

Quanto si parla di pulizia di tappeti è facile abbinare quest’ultima all’idea di aspirapolvere. Tant’è vero che la moderna “scopa elettrica” nasce proprio quale emanazione dell’originale “battitappeto”, un piccolo accessorio che è cominciato ad apparire nelle case degli italiani (almeno di coloro che allora potevano permetterselo) già negli anni subito successivi al secondo dopoguerra. Per quanto riguarda i tappeti infatti, è abbastanza nota la difficoltà che si ha nel loro lavaggio e nei danni che quest’ultimo può causare nei tappeti più delicati; per questo motivo, fin da subito, si è pensato di inventare un accessorio che fosse capace di aspirare lo sporco presente nei tappeti, lasciandoli a terra, nella loro usuale posizione. Le moderne scope elettriche sono efficacissime a questo scopo: sono pratiche e poco ingombranti, sono facili da usare e consentono una pulizia comoda (con la schiena eretta) ed efficacie delle superfici. I tappeti hanno una difficoltà oggettiva nella loro pulizia: sono oggetti che per loro stessa natura sembrano quasi fatti apposta per raccogliere tutto lo sporco che si può annidare sotto le scarpe della gente. Per questo la loro pulizia è particolarmente disagevole e richiede per questo una particolare attenzione. Innanzitutto, occorre possedere una scopa elettrica o un aspirapolvere adeguatamente potente; poi occorre imparare a conoscere i propri tappeti e individuarne il miglio metodo di pulizia: alcuni di essi (quelli in genere senza pelo) sono più facili da pulire perchè non permettono allo sporco di annidarsi fra i suoi peli. Altri (quelli a pelo basso, ad esempio), hanno bisogno di essere aspirati prima per il verso del pelo e poi contro verso, in modo da poter riuscire a catturare in questo modo più sporco possibile. Altri ancora (in genere quelli a pelo lungo) sono un po’ più difficoltosi degli altri e richiedono una certa attenzione per far si che i peli non siano aspirati dal motore dell’aspirapolvere con il pericolo di danneggiare sia quest’ultimo che il tappeto stesso. Un vecchio metodo di pulizia dei tappeti antichi consisteva nel depositare i tappeti in posizione capovolta e lasciare che le persone vi camminassero sopra in questo modo. Tale metodo è tutt’oggi consigliabile in quei tappeti preziosi ed antichi che ancora abbelliscono le nostre case e che sono davvero a volte troppo delicati per poter essere aspirati con aspirapolvere sufficientemente potente. Il metodo più utilizzato attualmente per la pulizia dei tappeti è quello che prevede l’utilizzo della spazzola larga degli aspirapolvere. Questo tipo di spazzola, presente sia sugli aspirapolvere “tradizionali” (come quelli a zaino o quelli a secchio) sia nelle scope elettriche,  è dotato di uno o due piccole file di irti peli che servono per smuovere e quindi rimuovere maggiormente la polvere dalla sua sede. Queste due piccole spazzole si trovano sempre intorno alla zona aspirante dell’accessorio e sono di norma regolabili in altezza in modo da pote essere appunto alzate o abbassate, quel tanto che basta per rendere il loro uso adeguato alla superficie che si sta pulendo. Un tipo di accessorio che diviene per questo quasi indispensabile nel caso dei tappeti perché tramite esso sarà molto facile utilizzare una ampia superficie aspirante senza che vengano mai lasciati troppi residui nella trama del tappeto stesso.

I robot aspirapolvere

Da qualche hanno hanno preso piede dei piccolissimi accessori che, in maniera completamente indipendente, si occupano del pulito della nostra casa. O almeno dovrebbero… Diciamo subito che molta della qualità della pulizia che si ottiene da questi elettrodomestici dipende dalla loro stessa qualità costruttiva. Vi sono infatti degli apparecchi di questo tipo, anche dal costo relativamente economico, che però non risultano molto efficaci in termine di pulizia. Vi sono invece altri di questi che garantiscono un ottimo livello di pulito, ma con dei costi molto alti.

Quello che è assolutamente  necessario in ogni caso chiarire è che questo tipo di elettrodomestico è efficacie solo su pavimenti e tappeti, e che riesce ad arrivare solo là dove le sue dimensioni e suoi angoli di curvatura lo consentono. Ciò significa che per poterli rendere davvero efficienti, gli aspirapolvere robot, devono essere utilizzati in ambienti dove i mobili sono sufficientemente alti da terra tanto quanto basta perché essi possano entrarvi sotto. Gli angoli più remoti e tutto il resto delle superfici, come quelle dei mobili e dei tendaggi sono ovviamente impossibili da raggiungere per questa tipologia di “collaboratore familiare robotizzato” e pertanto si dovrà comunque operare una completa pulizia manuale per tutte queste altre superfici.

Gli imbottiti e l’aspirapolvere: un binomio imprescindibile

Ed eccoci arrivati ad uno degli usi forse più efficaci che è possibile fare dell’aspirapolvere, quello cioè per la pulizia degli imbotti. Quest’ultimi infatti, a causa dei loro rivestimenti e più in generale dei materiali con cui essi sono utilizzati, necessitano di una tipologia di pulizia che è impossibile da fare con altri metodi; che si tratti di divani, di poltrone, di materassi o ti cuscini, a meno che non si provveda a “sfoderarli” (e non sempre è possibile) ed a lavarli, l’unica altra pulizia possibile è quella ottenibile tramite “aspirazione”. In questo ambito, la qualità della pulizia che si riesce ad ottenere con i mobili imbottiti dipende quasi esclusivamente dalla potenza dell’aspirapolvere che si utilizza. E’ pur vero che esistono in commercio degli aspiratori specifici che grazie a degli accessori “speciali” dichiarano di rendere più facile ed efficacie la pulizia degli imbottiti, ma se un aspirapolvere non ha una potenza di aspirazione sufficiente (per i motori elettrici tradizionali, almeno 1700/1800 watt sono davvero indispensabili) difficilmente si riusciranno ad ottenere risultati veramente apprezzabili. Per i materassi ad esempio, il nemico più difficile da debellare sono gli acari, i quali sono dei minuscoli esseri che possono causare anche allergie e che morirebbero facilmente alle basse temperature, ma che con gli attuali “micro

climi” che si possono trovare al giorno d’oggi delle case, difficilmente possono essere rimossi se non “aspirati” in qualche modo. Fare questo però non è assolutamente facile. Essi infatti vivono aggrappati alle fibre delle imbottiture e per essere tirati effettivamente fuori dai loro comodi covi, devono essere aspirati con una potenza davvero notevole. Per procedere alla aspirazione di un imbottito è dunque necessario possedere un aspiratore adeguato, che sia dotato di un accessorio (quello più usato a questo scopo è “l’imbuto” piccolo che si usa per i pavimenti e le superfici lisce) capace di creare il “vuoto” a contatto con il tessuto. In questo modo, magari insistendo quanto necessario a far si che le polveri siano effettivamente aspirate, si ottiene infatti un tipo di pulizia interno ed esterno agli imbotti che può dirsi effettivamente soddisfacente. Inutile però ribadire quanto nel caso degli imbottiti, come delle coperte, sia sempre il vecchio metodo delle nostre nonne di esporre e “sbattere” all’aria fresca del mattino, gli oggetti da spolverare quello più efficacie. Il tempo però al giorno d’oggi è sempre molto poco e difficilmente si riesce a riprendere queste vecchie e sane abitudini di una volta.

Qual’è il migliore aspirapolvere?

Ma in definitiva dunque, qual’è l’aspirapolvere che è più conveniente acquistare? Beh, a parte la potenza, che deve essere più che sufficiente, diciamo che per quanto riguarda la pulizia della casa in generale, e dei tappeti e dei pavimenti in particolare, la scopa elettrica ormai è ritenuta da più parti la più comoda in assoluto da utilizzarsi a questo scopo. Con l’avvento delle batterie al litio poi si è avuto una ulteriore diffusione di questo tipo di elettrodomestico che consente ora infatti di essere utilizzato addirittura senza l’impiccio del filo elettrico. Per quanto riguarda invece gli arredamenti e le tappezzerie il discorso è un po’ diverso e come abbiamo visto nei paragrafi precedenti il possibile utilizzo di un “tubo flessibile”, corredato degli opportuni accessori, rende davvero facili ed efficaci aspirazioni che con la scopa elettrica sarebbero troppo difficili e scomode da effettuare. E’ vero che attualmente quasi tutte le scope elettriche prevedono la possibilità di poter essere utilizzate corredate anche di un tubo flessibile, ma in questo caso, la difficoltà sta nel fatto che, utilizzandola in questo modo, la scopa elettrica diventa un importante fardello da tenere con una 

mano mentre con l’altra si procede con l’aspirazione. Questo peso non sarebbe invece da sostenere nel caso si utilizzasse invece un aspiratore a zaino o uno a secchi,o perchè in questi elettrodomestici il peso della macchina viene pog

giato direttamente a terra e può essere spostato tramite delle comode ruotine.

Per risolvere questo ancestrale problema si sono incominciati dagli anni ’80 ad adottare, anche per uso domestico, i cosiddetti impianti di aspirazione centralizzati i quali, grazie ad una predisposizione posizionata preliminarmente “sotto traccia” nei muri delle pareti, consentono di poter agganciare a degli speciali bocchettoni predisposti in ogni stanza, dei tubi flessibili aspiranti corredati di accessori. Questo sistema, pur nella sua efficacia e completezza (il motore aspirante può essere in questi impianti, davvero anche molto potente), è però poco utilizzato, sia per gli alti costi di istallazione (ovviamente molto più alti rispetto all’acquisto di un normale aspirapolvere), sia per i costi di esercizio, sia per la necessità di uno spazio “tecnico” ampio e sufficientemente isolato, che risulta spesso poco compatibile con le dimensioni dei nostri moderni appartamenti.

Concludendo dunque, almeno non si abbia la possibilità di istallare un aspirapol

vere centralizzato, la migliore delle ipotesi rimane quella di possedere in casa due tipi differenti di aspirapolvere: una scopa elettrica (magari a batteria), molto potente ma leggera, che ci consenta la rapida pulizia di pavimenti e tappeti, mentre un aspirapolvere (a secchio o a zaino a seconda dello spazio che si ha a disposizione, l’importante è che sia veramente potente) “a terra”, ci permetterà una pulizia più accurata in tutto il resto delle situazioni. Fra quest’ultime son da comprendere quelle in cui, fatto da non sottovalutare mai, si presenti la necessità di aspirare dei liquidi. Una cosa infatti che gli aspirapolvere “a terra” fanno (specie molti di quelli “a secchio”) è quella di fungere in molti casi da “aspira-liquidi”; una funzione che in casa può rivelarsi inaspettatamente molto utile in tantissimi casi “d’emergenza” e anche trasformare il nostro aspirapolvere il un efficacissimo “lava-tappeto”.

Ma questa…. è un’altra storia…